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“IL MIO SEGRETO È NON AVERE SEGRETI”: L’ARTISTA FLAME PARLA DEL SUO NUOVO SINGOLO

Mattia Sciaraffa, in arte Flame, è un rapper italiano, nato nell’anno 2003;
lucano, originario di Rionero in Vulture, si trasferisce a Roma a soli diciotto anni.
Nutre un forte trasporto verso la musica sin da piccolo: manifesta, inoltre, una predisposizione verso la poesia, che mette nero su bianco sin dalle scuole elementari.
A quattordici anni, con un amico d’infanzia, che è, oggi, il suo producer, decide di approcciarsi alla scrittura su strumentale, iniziando così, nell’anno 2018, le pubblicazioni ufficiali da artista indipendente.
Ha all’attivo, ad oggi, trenta brani tra tutte le piattaforme digitali, e, dall’anno 2019, le sue esibizioni live riscuotono ottimi riscontri.
Negli anni, ha ricevuto supporto e moltissimi apprezzamenti: il TGR Basilicata ha evidenziato spesso i vari progetti dell’artista.
Il suo ultimo singolo, “Dream”, è un brano hip hop motivazionale, che ha come obiettivo prevalente quello di lanciare un messaggio positivo alle nuove e vecchie generazioni: inseguire i propri sogni.
Il brano deriva dall’esigenza di trasmettere energia, forza, soprattutto considerando la provenienza da un luogo nel quale l’industria musicale tende a “chiudere le porte”, Flame non ha intenzione di scoraggiarsi, anzi, prosegue nel suo cammino opulento di passioni, di adrenalina, di luce, così come della innata tendenza a guardare “Oltre”, laddove i sogni possono essere realizzati.
Come nasce la tua grande passione verso la musica?

“La mia passione per la musica è presente nella mia vita da sempre, sin da bambino. Grazie ai miei genitori, ho sempre avuto molti flussi e influenze musicali: si può dire che loro siano stati i primi appassionati, di conseguenza questa energia è arrivata anche a me, seppur sotto l’aspetto pratico. Ricordo che mi focalizzai spasmodicamente su un concerto di Vasco Rossi, non ricordo nello specifico quale. Non riuscivo a dormire quando non lo guardavo almeno una volta, la sera. Non mi sono mai stancato di guardarlo. Tra l’altro, ho scoperto recenti ‘reperti’ di quando, in tenerissima età, avevo il microfono alla mano, così come
batterie, e tant’altro: tenevo veri e propri concerti in casa di mia nonna. Con il tempo, anche se ho giocato a calcio per molti anni, la musica mi ha sempre accompagnato, nelle partite, e anche nei vari momenti della quotidianità. Ho scoperto il rap quando avevo otto/nove anni. Ricordo di aver scaricato sull’antico “galaxy next” i videoclip di Fabri Fibra, Nitro, Salmo, Caparezza, e molti altri”.

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In che modo, secondo te, la musica può esplicitare le emozioni che non trovano, diversamente, l’input per poter “uscire”?
“Secondo me la musica è in grado di sublimare le emozioni dell’uomo, permette a chi scrive di rendere eterno un pensiero. Personalmente ho sempre scritto, anche quando non pensavo minimamente di approcciarmi alla musica come autore. Mi aiutava nei momenti di confusione, e mi permetteva di esprimere tutto ciò che non ‘tiravo fuori’, per timore di non essere compreso. Come un diario segreto. Sono molto selettivo con i brani che pubblico, ogni pezzo è una fotografia della mia vita, e, tante volte, determinati pensieri, anche se ‘conservati’ dentro di sé, aiutano a comprendere sé stessi. Tutt’oggi la mia musica deriva da un’emozione forte, da una delusione, da uno stato di euforia, di divertimento.
Ho capito, con il tempo, che le canzoni più belle derivano da un sentimento puro, da una necessità, sono quelle che rimangono negli anni. Le emozioni restano invariate per tutti gli uomini, sono probabilmente l’unica cosa che resiste allo scorrere inesorabile del tempo. Per questo la musica ha un potere d’influenza maggiore rispetto alle arti in generale: tramite le note, trasmette energie, con le parole ci permette di assimilarle”.

Un anno fa circa, è uscito il tuo singolo “Il Mio Passato”, che “arriva” come un singolo introspettivo, a tratti malinconico. Quanto è importante, nella musica, essere autentici?
“Nella musica, in particolare nell’hip hop, è fondamentale essere sé stessi. Ho sempre raccontato quello che vivo senza filtri, dettagli della mia vita non ‘canonici’ per il type rapper di oggi. In ogni caso, ognuno di noi è unico per quello che vive e rappresenta. Nonostante ciò, la nostra unicità si perde nel momento in cui tante persone vivono esattamente quello che vive un singolo. L’artista ha la fortuna di avere i mezzi per comunicare la propria situazione o un pensiero, penso che sia già questa una valida motivazione a sostegno della veridicità all’interno dei brani. Questa operazione di ‘veridicità’ non è sempre semplice, dato il timore del giudizio altrui. Nonostante ciò, penso che un artista si definisca tale nel momento in cui ha il coraggio di raccontarsi senza filtri, nel bello e nel cattivo tempo. Questo dipende sempre dalla motivazione che spinge a comunicare, c’è chi lo fa per bisogno e rimane “real”, e chi lo fa per farsi notare, in tal caso sarà più probabile assistere a un personaggio, e non a un artista”.

Più volte, sei apparso al TGR Basilicata: quali sono state le emozioni prevalenti?
“Avere il supporto della propria terra è molto importante. È stato piacevole ricevere l’approvazione pubblica regionale, sono in questo mondo da quasi sei anni, e ho imparato a non dare nulla per scontato. Hanno apprezzato brani come “Dèsolèe”; “Il Male non Esiste”. Sono entrambe tracce alle quali sono molto legato per ovvi motivi, basterebbe ascoltarle per capirlo. Il mio obiettivo è sempre stato far arrivare il Rap a tutte le fasce d’età. Si può dire che, nel mio piccolo, qualche soddisfazione me la sia tolta”.

La musica in Italia può ancor essere espressione di temi sociali?
“La musica, a mio avviso, ‘deve’ essere espressione di tematiche sociali, qualora questi temi tocchino la sensibilità dell’artista. Il Rap nasce nelle periferie americane per protesta rispetto alle classi dominanti. L’origine parla da sé. Sono sempre stato in prima linea contro le ingiustizie, e a favore di tematiche sulle quali occorre sensibilizzare le masse. Sia chiaro: non sono il paladino di nulla, ma la mia musica, essendo spontanea, reale, non può non risentire di quello che vedo accadere nel mondo di oggi. In “Confini”, il mio penultimo singolo, è possibile, sia nel testo, che nel videoclip, riscontrare tematiche che al giorno d’oggi sono ricorrenti. Il mio compito è descriverle”.

Il tuo ultimo singolo, “Dream”, colpisce particolarmente per la determinazione che trasmetti nell’evidenziare un concetto: non arrendersi mai. Sei un artista dal carattere deciso. Qual è il tuo segreto?
“Il mio segreto è non avere segreti. Sono reale, e trasparente, nella vita, così come nella musica. Amo follemente questa roba, e, quando ci tieni davvero a qualcosa, si nota, subito. Ho sempre messo la musica al di sopra di tutto, per me è un lavoro anche nel momento in cui non vi è un compenso economico. La mentalità è fondamentale in qualsiasi cosa. Non si può aspirare a essere sempre ‘i migliori’ in un ambito, se non si ha innanzitutto la convinzione di poterlo diventare. Non si confonda la mentalità vincente con l’arroganza. ‘Dream’ è stata scritta a Roma, nel mio home studio, ero in un momento di positività, di energia. Se la traccia trasmette questo, sono riuscito nel mio intento, e, ancora una volta, non ho segreti. Non è facile, oggi, lanciare messaggi positivi. Il Rap viene associato spesso a tematiche eticamente non conformi, ma fa parte del gioco. D’altronde se si vive il disagio, rientra nelle ‘realness’ esprimere anche quello. Mi assumo i rischi di comunicare positività in un mondo spesso ricco di messaggi negativi”.

Progetti per il futuro?
“Chi mi segue, sa che da due anni sto lavorando al mio secondo disco da artista indipendente. Il primo annuncio è stato con ‘D.B.R’ (del buon rap), uscita l’anno scorso. Verso la fine del video, ho detto che, nel 2023, sarebbe arrivato il disco. Tuttavia ho deciso di lavorarci un altro anno, per portare al massimo del potenziale un progetto che per me rappresenta crescita, e maturazione artistica. Con la stessa modalità, in ‘Dream’ ho annunciato questa volta il titolo dell’album: ‘Coscienza’. Giuro che quest’anno usciremo davvero. Oltre l’orbita disco, l’estate per me non è finita, stiamo chiudendo alcune date live, per portare la nostra musica in giro, e usciranno ulteriori brani, tra cui una traccia molto importante per me, in collaborazione con una associazione Onlus di Rionero in Vulture. Direi che abbiamo anticipato abbastanza!”

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