Ci sono VINI che accompagnano un pasto e VINI che raccontano una civiltà. Il CIRÒ appartiene a questa seconda categoria. Per un CALABRESE non rappresenta soltanto una denominazione d’origine: è memoria collettiva, identità, appartenenza. È il profumo della terra che gli antichi Greci chiamarono ENOTRIA, la “terra del vino”, quando approdarono sulle coste della Magna Grecia e scoprirono una regione vocata alla viticoltura come poche altre nel Mediterraneo.
Tra le colline che degradano verso il Mar Ionio, dove il sole accarezza i vigneti e il vento porta il respiro del mare, nasce una delle più antiche tradizioni enologiche d’Europa.

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Qui sorgeva l’antica Krimisa, l’attuale Cirò Marina, luogo che la storia e la leggenda hanno trasformato in simbolo della cultura del vino.

https://youtu.be/i2a0KJpz54U?is=ErN4vWoU0YsHrz9-
DOVE IL MITO INCONTRA LA STORIA
La tradizione popolare lega queste terre alla figura di Filottete, l’eroe acheo reduce dalla guerra di Troia, e ai racconti che attraversano i secoli tra archeologia, memoria e immaginazione. Ciò che è certo è che la vite rappresenta da oltre duemila anni una delle principali ricchezze di questo territorio.

Il vino prodotto nell’area dell’antica Krimisa era conosciuto e apprezzato nel mondo mediterraneo e, secondo diverse tradizioni storiche, sarebbe stato offerto come premio e riconoscimento agli atleti vincitori delle competizioni dell’antica Grecia. Un’eredità prestigiosa che ancora oggi accompagna il nome Cirò nel mondo.
IL CARATTERE AUTENTICO DEL GAGLIOPPO
Parlare di Cirò Rosso significa parlare del Gaglioppo, vitigno identitario della Calabria ionica. Un’uva dal carattere forte, capace di esprimere personalità, struttura ed eleganza.
Nel calice il Cirò Rosso racconta il paesaggio da cui nasce: il colore intenso della terra, il sole del Sud, la mineralità dei suoli argillosi e la brezza proveniente dal mare. Per anni la ricerca di modelli internazionali ha spinto parte della produzione verso interpretazioni più omologate. Oggi, invece, una nuova generazione di produttori ha scelto di riscoprire l’autenticità del territorio, valorizzando il Gaglioppo nella sua espressione più pura e identitaria.
Il risultato sono vini profondi, autentici e contemporanei, capaci di competere sui mercati internazionali senza rinunciare alle proprie radici.
LA FRESCHEZZA DEL MARE NEL CIRÒ BIANCO
Accanto al rosso vive l’altra anima del territorio: il Cirò Bianco, ottenuto principalmente da uve Greco Bianco.
È un vino luminoso e mediterraneo, che racchiude profumi di ginestra, agrumi, erbe aromatiche e salsedine. Al palato esprime equilibrio, freschezza e una piacevole mineralità che richiama immediatamente la vicinanza del mare Ionio.
Un vino che accompagna naturalmente la cucina marinara calabrese, ma che sa sorprendere anche in abbinamenti più raffinati.

IL FUTURO NASCE DALLE RADICI
La rinascita del Cirò non è soltanto una questione enologica. È il simbolo di una Calabria che investe nella qualità, nella cultura, nel turismo e nella valorizzazione delle proprie eccellenze.
Tra vigneti storici, borghi, siti archeologici e paesaggi mozzafiato, il territorio del Cirò rappresenta oggi una delle esperienze più autentiche del Mezzogiorno Italiano. Un luogo dove tradizione e innovazione dialogano continuamente, trasformando ogni bottiglia in un racconto da condividere.

Il consiglio di MONDOVINO
Il Cirò che amo io – quello che vi invito a cercare – non ha bisogno di artifici. Ha solo bisogno di una terra che sa parlare e di un calice pronto ad ascoltarla. Per chi volesse approfondire e scoprire le eccellenze del territorio, ecco alcuni riferimenti essenziali:

Storia del Vino Cirò:
Consorzio di Tutela Vini Cirò e Melissa: consorzioviniciro.it
Calabria Straordinaria (Portale Turistico): calabriastraordinaria.it
Aeroporto di Crotone “Pitagora”: aeroportocrotone.it









