
L’anno ha girato la boa. È il primo luglio e, a ferie fruite, l”umanità dovrá muoversi a tappe forzate perchè il 2025 possa passare il testimone al 2026, avendo raggiunto qualche risultato. Badando bene che ciò avvenga riferendo di qualche obiettivo realmente raggiunto, tra i tanti che erano stati scadenziati in agenda a inizio anno, rimanendo o inevasi o a livello di nota inevasa per solo udo interno degli uffici. Nel tentativo di focalizzare l’attenzione sull’attività del Paese nell’ attuale frangente, è probabile che venga fuori qualcuna di tali iniziative- nell’ insieme sono tante- particolarmente in grado di far mettere a fuoco cosa si intenda fare nel rispetto di una scala di priorità. Oltre che per cercare di recuperare parte delle occasioni perse, perchè sprecate inutilmente, anche con l’intento di aggiungere a quelle ancora da affrontare almeno le specificità dell’ esordio di nuove iniziative prese per far fronte a altre problematiche venute fuori negli ultimi tempi. Andando sul terreno dei triboli più che annosi, che ormai da qualche tempo tormentano in maniera particolare gli italiani, si avverte una recrudescenza di alcuni atteggiamenti che per lungo tempo erano rimasti nell’oblio. Un comportamento in particolare va in controtendenza e presta il fianco a polemiche, è quello contenuto nell”adagio contadino che recita: ” risolvi prima i problemi tuoi, quelli degli altri se e quando vuoi “. Più puntualmente, che gli stessi siano stati sottoposti alla necessaria verifica e, se del caso, fosse stata corretta la strategia da adottare legata a quegli stessi rispetto a quella ipotizzata inizialmente. Prende forma a questo punto la verifica del se fosse stata valutata sul sorgere la quantità di urgenza che il problema meritava e confrontarla di nuovo con tutte le altre. È a questo punto che bisognerà mantere vigile l’ attenzione anche sulla tempistica, perchè Krono incalza. Potrebbe verificarsi ancora una volta ciò che un tempo accadde in una masseria. Chiamato al capezzale di un contadino che stava male, il medico di campagna lo visitò ma non riuscì a riconoscere il malanno che lo affliggeva. Quando, dopo un pò, pensò di averr capito, si accorse che l’ammalato nel frattempo non ce l’aveva fatta. E non vissero tutti!, peraltro nè felici nè tantomeno contenti.









