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Un cinquantacinquenne brandisce una lama e attinge ripetutamente un trentatreenne nel perimetro esterno di un esercizio commerciale. La tempestività della Polizia di Stato scongiura l’esito fatale: l’ipotesi di reato è tentato omicidio.
LUGO (RAVENNA) – La quiete notturna della pianura ravennate è stata bruscamente lacerata, nelle ore a cavallo tra la tarda serata di ieri e le prime luci dell’alba di lunedì 6 luglio, da un sussulto di efferata violenza. Il piazzale antistante un bar-tabaccheria della cittadina di Lugo si è tramutato nel proscenio di un drammatico confronto fisico, culminato nel ferimento di un giovane uomo di trentatré anni. L’autore dell’aggressione, un cinquantacinquenne del posto, è stato tratto in arresto nella flagranza del reato dagli agenti del locale Commissariato, i quali hanno così interrotto una sequenza cinetica che avrebbe potuto agevolmente sortire conseguenze irreversibili. La genesi del fatto di sangue, stando alle prime risultanze investigative filtrate dagli ambienti giudiziari, affonda le proprie radici in un alterco estemporaneo, le cui motivazioni, presumibilmente futili e amplificate dall’orario tardo, sono tuttora al vaglio degli inquirenti. La discussione verbale tra i due avventori, iniziatasi all’interno del locale, è rapidamente tracimata all’esterno, dove i toni si sono surriscaldati fino a raggiungere il punto di rottura. Con mossa repentina e proditoria, il cinquantacinquenne ha estratto un’arma da taglio, un coltello di generose dimensioni – scagliandosi contro il rivale e sferrando molteplici fendenti che hanno attinto il trentatreenne al tronco e agli arti, provocandone l’immediato collasso sul selciato. La macchina dei soccorsi e del pronto intervento si è attivata con encomiabile acribia grazie alle segnalazioni dei testimoni oculari, pietrificati dalla repentinità dell’azione. I sanitari del 118 hanno stabilizzato il ferito sul posto prima di disporne il trasferimento d’urgenza, in codice di massima gravità, presso il presidio ospedaliero più attrezzato della zona, dove il giovane si trova attualmente ricoverato: la prognosi resta riservata, sebbene i parametri vitali non parrebbero indicare un imminente pericolo di uscita di vita. Parallelamente, gli operatori della Polizia di Stato hanno bloccato e disarmato il cinquantacinquenne, recuperando lo strumento di offesa ancora intriso di tracce ematiche. L’autorità giudiziaria ravennate, informata della dinamica e della pervicacia dei colpi inferti, ha convalidato la restrizione della libertà personale, rubricando provvisoriamente il capo d’accusa sotto la severa fattispecie di tentato omicidio aggravato.









