
Lungi dall’ essere in procinto di finire negli archivi, primo fra tutti quello della memoria dell’ attuale generazione, l’ edizione 2026 dell’incontro a Villa d’Este che si conclude oggi, probabilmente sarà ricordato come quello del “Confronto all’americana sul lago”. Non è stato all’altezza della trama del western degli anni ’50, Sfida all’OK Corrall, comunque il vis à vis – solo per modo di dire – tra il Professor Mario Monti e l’ex Generale Roberto Vannacci è avvenuto a denti stretti e senza alcuna concessione amena da parte dei protagonisti. A tal riguardo, da alcuni osservatori è pervenuto il mormorio che il raffronto è partito squilibrato, mentre da tanti altri è giunta la replica che non c’era da aspettarsi altro, anzi, si temeva di peggio
Di conforto e contrapposto a quel colloquio impossibile, c’è stato un evento particolare. Lo stesso che, ancora una volta, ha confermato la speciale prerogativa del Paese, unica e non replicabile.È la cosiddetta “italianità”, assortimento di pregi e difetti, che non è secondo a niente e a nessuno. Sempre ieri e in quel contesto sul lago, è stata presentata una ricerca sulle ipotesi maggiormente proseguibili per la messa a punto di nuovi processi industriali. Molti di essi sono atti a realizzare combustibili alternativi non inquinanti. La notizia non avrebbe avuto l’importanza che invece riveste, se non fosse che quello studio è incentrato sulla particolarità che essi possono essere utilizzati senza apportare particolari modifiche ai motori attualmente utilizzati. Ancora più importante è che, allo scopo, si utilizzano prodotti della terra, quindi ottenuti mediante colture dedicate e dagli scarti e residui della catena alimentare, vegetale soprattutto.
È prematuro considerare pregi e difetti di tali procedimenti. I risultati fin’ ora ottenuti dalla ricerca dell’ ENI inducono a pensare che i positivi sono molto più consistenti dei negativi. Cosa trattiene quanti sono informati di quanto appena descritto dall’esultare per l’importanza di quei risultati seppure da rifinire e tradurre in pratica, è presto chiarito. A partire dall’inizio dello scorso secolo, il petrolio ha subito lo stesso percorso dell’oro: è iniziata una corsa a gambe levate per individuare i giacimenti e accaparrarseli. Anche se non per tutti, è stata appunto un’ epoca… d’oro che ha consentito a molti di accumulare ingenti fortune. Non sarà facile ricordare attualmente a quegli stessi che ogni bel gioco dura, o meglio dovrebbe durare, poco, altrimenti quanto si è fatto fin’ ora si avvierebbe a collassare. Pensare positivo non costa niene e, almeno fin’ ora, non ha mai fatto male a nessuno









