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Impressioni di settembre, anche se appena iniziato.

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L’Occidente con oggi dovrebbe congedarsi dall’ estate, quella meteorologica.
Per quella intesa come stagione calda, non si avvertono segnali se non la minor presenza di luce naturale durante il giorno Se non fosse per la possibilità di interpretazione distorta, si giungerebbe a affermare che l’estate è appena agli inizi per quanto riguarda le guerre che erano già in corso al suo inizio e per quelle che si stanno affacciando sulla realtà, questa volta con prevalenza nel settore orientale. Nonostante le anomalie appena descritte, qualcosa di parimenti micidiale se non ancor più, fa capolino con frequenza sempre maggiore sullo scenario mondiale. È la congiuntura economica negativa che, sotto varie spoglie, si presenta alle varie popolazioni. Ciò che aumenta la pericolosità di tale tendenza, è che un provvedimento adottato da un paese, che si sta’ dimostrando valido, cozza con quello che sarebbe opportuno applicare nel o negli stati a esso viciniori. È a questo punto che meglio si evidenzia la confusione totale, unica entità sulla faccia della terra che, dall’ inizio della pandemia, non ha mutato le sue caratteristiche salienti. Essa è bivalente, costruttiva (poco), distruttiva è ancora dir poco. Quella provocata dagli USA, più precisamente da Trump in prima persona, ricorda il risultato dei litigi tra ubriachi: non hanno senzo pur provocando danni enormi per la comunità. Sull’ argomento dei dazi trumpiani è stato detto e scritto molto, mai a sufficienza però essendo gestiti senza alcun criterio dal Biondo d’ Oltreoceano. La capacità di creare scompiglio dello stesso non ha uguali. A partire dalla sua visione “colonialista” che spazia a 360 gradi. È degli ultimi giorni un accordo con il governo fantoccio del Venezuela da lui sostenuto, sull’ estrazione degli idrocarburi dal sottosuolo di quel paese. Per strano che possa sembrare, l’operazione ricorda con buona approssimazione quanto le Sette Sorelle, le primarie compagnie petrolifere, in prevalenza a stelle e strisce, fecero nella prima metà del secolo scorso in Iran, fino alla comparsa in quella realtà dell’ ENI di Enrico Mattei nei primi anni ’50.
Trump e l’ America probabilmente sono diventati, a seguito dell’ operazione accennata innanzi, i comprimari sul mercato mondiale degli idrocarburi, fianco a fianco con l’ OPEC e gli sceicchi che la fanno funzionare. I guai non vengono mai da soli, si dice nel villaggio, aggiungendo che la storia spesso si ripete. In situazioni come quella descritta nelle righe che precedono, la stessa bene farebbe se saltasse il giro.

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