giovedì, Gennaio 15, 2026
HomeSportInsulti e bullismo caso Oratorio Don Guanella

Insulti e bullismo caso Oratorio Don Guanella

ArtesTV
MORVRAN.COM

1000333757

10/12/25 – Caso Don Guanella – Napoli Women: rose e scuse dopo la bufera sui social

Il calcio giovanile fa i conti con bullismo e violenza. Dopo gli insulti sessisti su Instagram e sul campo, una delegazione dei genitori dell’oratorio si è presentata con fiori e una lettera per le ragazze del Napoli Women Under 17

Un mazzo di rose rosse e una rosa blu, accompagnati da una lettera di scuse. È questo il gesto con cui, questa sera, una delegazione di genitori dell’oratorio Don Guanella si è presentata al centro sportivo Alpha Center di Afragola, sede della Napoli Women Under 17, per provare a ricucire lo strappo dopo la bufera esplosa sui social nelle ultime ore.

Un gesto distensivo. Un tentativo che arriva al termine di una vicenda amara, nata dopo la partita tra la formazione maschile del Don Guanella e la squadra femminile del Napoli Women, vinta dai ragazzi appena tredicenni. Al fischio finale, però, la competizione sportiva è uscita dal campo per trasformarsi in una spirale di insulti, offese sessiste e contenuti degradanti apparsi nelle stories di Instagram di alcuni giovani calciatori e non solo.

La reazione della società femminile non si è fatta attendere. In una lettera aperta durissima, il Napoli Women Under 17 ha denunciato insulti sessisti e omofobi rivolti a ragazze minorenni: “Frasi volgari, allusioni esplicite, commenti sul corpo femminile e versi che imitavano atti sessuali. Alcune atlete sono state persino contattate privatamente”. “Questo non è sfottò. Non è competizione. Non è calcio. È una ferita”, la conclusione.

Il comportamento di chi ha pubblicato quei messaggi è da condannare senza alcuna ambiguità. Ma questa vicenda racconta soprattutto quanto il bullismo e la violenza, oggi, passino sempre più spesso attraverso i social, amplificando la violenza e moltiplicando le vittime. Ragazzi così giovani utilizzano strumenti potentissimi senza avere piena coscienza del peso, della portata e delle conseguenze di ciò che viene pubblicato.

Oggi a essere colpite sono state le ragazze del Napoli Women Under 17. Ma domani, con la stessa facilità, quella stessa macchina può travolgere anche chi ha sbagliato. Il giovane autore dei post, in queste ore, è a sua volta esposto, sotto gli occhi di tutti. A soli 13 anni. Un’età fragile, in cui un errore può diventare un marchio difficile da cancellare. Una spirale che bisogna interrompere con gesti distensivi, pur condannando con fermezza l’accaduto.

Dal Don Guanella, pur prendendo le distanze dagli insulti e annunciando provvedimenti disciplinari per il responsabile, i genitori parlano anche di un clima teso durante la gara. “Ci sono state provocazioni continue”, riferiscono, raccontando episodi di offese dagli spalti e in campo, con ragazzi apostrofati come “orfani” e presi di mira con “commenti omofobi”, secondo il racconto. Nulla che possa giustificare quanto accaduto dopo, ma che secondo la loro versione avrebbe contribuito ad alimentare rabbia e reazioni sbagliate e non controllate.

Nella lettera consegnata insieme ai fiori, le famiglie del Don Guanella hanno scritto:

“Desideriamo porgere le nostre più sincere scuse alla società e a tutto il gruppo della squadra Napoli Women, per il comportamento inappropriato che hanno avuto sui social i nostri ragazzi post partita.

Riconoscendo di aver utilizzato in modo sbagliato i canali online, pubblicando contenuti e commenti che non rispecchiano né i valori della società e né delle nostre famiglie.

Non era nelle intenzioni dei ragazzi mancare di rispetto o generare tensioni, da parte nostra c’è la volontà sincera di rimediare all’errore.

Grazie per l’attenzione e per l’opportunità di poter chiarire quanto accaduto. Spero possiate accogliere le nostre scuse e permetterci di dimostrare, con i fatti, il nostro rispetto e il nostro impegno verso di voi”.

I genitori del Don Guanella Cat. 2012 – Napoli, 10/12/2025

Un gesto importante, che però non cancella la gravità dell’accaduto e che richiama tutti, famiglie, società sportive e istituzioni, a una maggiore responsabilità educativa.

Va anche ricordato che l’oratorio Don Guanella, negli anni, si è sempre distinto per il suo impegno nel sociale e nello sport come strumento di inclusione e di educazione. L’attività è seguita, come presidente, da padre Aniello Manganiello, noto per la sua battaglia contro la camorra e contro ogni forma di violenza. Lo sponsor della squadra è Deborah De Luca, la dj di Scampia conosciuta a livello internazionale, da sempre impegnata anche in battaglie femministe. Un contesto che rende quanto accaduto ancora più doloroso, ma che può trasformare questo episodio in un’occasione di crescita collettiva.

Perché questa non è solo una storia di calcio. È una storia di bullismo, di social, di educazione e di responsabilità. Una lezione dura per tutti, che dimostra quanto sia facile ferire con un post e quanto sia difficile, poi, rimarginare le ferite

Il bullismo e le oscenità ormai fanno parte di un modus operandi di giovani senza un educazione seria o social sono la palestra di comportamenti insulsi e incomprensibili che rovinano uno sport che dovrebbe aggregare e unire 

Bisogna intervenire sia come stato che come famiglie e insegnare ai figli il rispetto e l’educazione e non lasciare ai social insegnamenti così importanti.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE