
Nel cuore di Ventimiglia, nella cornice elegante di Cala del Forte, si è svolto un incontro capace di unire estetica, motori, nautica e relazioni umane in un equilibrio raro. Tra supercar, yacht e ospiti selezionati, la figura di Franca Forieri ha rappresentato con naturalezza e autorevolezza lo spirito Lamborghini: visione, carattere e identità. L’evento ha attirato una folla numerosa, composta non soltanto da appassionati, ma anche da imprenditori, collezionisti e curiosi affascinati da un’atmosfera costruita con estrema attenzione. Abbiamo incontrato Franca per un dialogo approfondito, lontano dalle domande superficiali, per comprendere cosa significhi oggi rappresentare un marchio iconico in un contesto così raffinato.
Rebecca: Franca, oggi Cala del Forte sembrava molto più di un semplice raduno automobilistico. Che atmosfera hai percepito?
Franca: Quella di oggi non era una semplice esposizione di vetture. Si respirava una sensazione diversa, quasi un linguaggio condiviso tra persone che riconoscono il valore dell’eccellenza. Cala del Forte ha una dimensione che permette alle cose belle di emergere senza forzature. Il mare, le imbarcazioni, le linee delle auto, il movimento delle persone: tutto sembrava dialogare. Ho percepito attenzione vera. Non curiosità veloce, ma osservazione. Le persone si fermavano, ascoltavano, chiedevano, volevano comprendere. Questo per me è il segnale più importante.
Rebecca: Lamborghini è spesso associata alla velocità e al lusso. Oggi però sembrava esserci qualcosa di più profondo.
Franca: Assolutamente sì. Lamborghini non è soltanto prestazione o design. È una forma di espressione. Chi si avvicina a queste vetture cerca anche un’identità, una dichiarazione personale. Oggi il contesto ha ampliato questo concetto. Il porto, le barche di lusso, il ritmo lento del mare hanno creato un contrasto interessante con l’energia delle automobili. È emerso un equilibrio particolare: la potenza da una parte e la contemplazione dall’altra.
Rebecca: Molti hanno parlato di un perfetto connubio tra auto sportive e nautica d’élite. Tu come lo interpreti?
Franca: Sono due mondi che condividono la stessa grammatica estetica. Entrambi nascono da progettazione, precisione, ricerca e desiderio di emozione. Le barche non sono solo mezzi, così come le auto non sono soltanto trasporto. Entrambe raccontano una scelta di vita. Oggi questo dialogo è apparso evidente: le persone passavano dalle vetture agli yacht con naturalezza, senza percepire separazione.
Rebecca: Hai avuto contatti diretti con il pubblico durante la giornata?
Franca: Molti. E questo è stato uno degli aspetti più belli. Ho incontrato persone molto diverse tra loro. Alcuni erano profondi conoscitori del marchio, altri si avvicinavano per la prima volta. Quello che mi ha colpita è stata la qualità delle conversazioni. Non domande banali, ma interesse reale. Si parlava di design, di emozioni, di esperienze, perfino di memoria personale legata alle auto.
Rebecca: Si è parlato anche di relazioni professionali nate durante l’evento.
Franca: Sì, e credo sia uno dei risultati più significativi. Quando si crea un ambiente autentico, gli incontri diventano spontanei. Non sembrava una situazione costruita per fare business, e forse proprio per questo gli affari sono arrivati. Le persone si sentivano a proprio agio. C’era eleganza, ma senza rigidità. Questo favorisce connessioni vere.
Rebecca: L’organizzazione è stata definita impeccabile. Quanto conta la cura dei dettagli in un evento di questo livello?
Franca: Conta tutto. I dettagli sono ciò che separa un evento qualsiasi da un’esperienza memorabile. Nulla oggi appariva casuale. Gli spazi, i tempi, l’accoglienza, la disposizione delle vetture, l’armonia generale. Quando ogni elemento è pensato, le persone lo percepiscono anche senza rendersene conto.
Rebecca: Anche il pranzo esclusivo ha avuto un ruolo importante.
Franca: Certamente. Il pranzo riservato presso Chez Louis a Bordighera è stato un momento di continuità rispetto alla giornata. Non era semplicemente una pausa gastronomica, ma un’estensione dell’esperienza. Un luogo scelto con coerenza, capace di mantenere la stessa atmosfera elegante e riservata. In quei momenti si consolidano rapporti, si approfondiscono dialoghi e si crea quella dimensione più personale che spesso manca nei grandi eventi.
Rebecca: Cosa ti porti via da questa giornata?
Franca: La sensazione che quando bellezza, organizzazione e persone giuste si incontrano, accade qualcosa di autentico. Non rimangono solo fotografie o immagini spettacolari. Rimangono percezioni, relazioni e memoria. Questo per me è il vero successo.
Rebecca: Se dovessi descrivere oggi con una sola parola?
Franca: Armonia. Perché nulla era fuori posto. Tutto aveva il proprio spazio, il proprio ritmo, il proprio significato.









