Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Prima gli italiani: i conti si fanno a casa
Guardiamo con preoccupazione alle scelte di bilancio di questo Governo.
I numeri ufficiali dicono che dal 2022 l’Italia ha destinato all’Ucraina circa 970 milioni di euro solo per cessioni di armi. A questi si aggiungono i contributi al fondo UE “Strumento europeo per la pace”: 461 milioni di euro solo nel 2025, per un totale di 460 milioni nel quinquennio 2025-2028.
Se allarghiamo lo sguardo a tutti gli aiuti – militari, finanziari, umanitari, quota UE – le stime portano l’impegno italiano a 2-3 miliardi di euro l’anno.
Nel frattempo a casa nostra si soffre:
1. Sanità:
2. persistono liste d’attesa di mesi, i “pronto soccorso” sono al collasso, manca personale specializzato, e chiudono reparti per mancanza di personale;
3. Scuola:
aule fatiscenti, cattedre scoperte, edifici insicuri;
1. Trasporti: treni soppressi, pendolari abbandonati, manutenzione ferma o quasi, mancano come sempre progetti inclusivi di potenziamento per il meridione e le isole;
L’UE dal 2022 ha erogato 43,3 miliardi all’Ucraina (che non è un paese membro), per pagare salari, pensioni e mantenere ospedali e scuole ucraine. Soldi giusti per Kiev, ma che vengono anche dal contributo italiano al bilancio europeo.
La CDC 2026 non è contro la solidarietà internazionale. Ma la solidarietà comincia da chi paga le tasse. Un padre di famiglia prima mette il pane in tavola per i suoi figli, poi aiuta il vicino. Dulcis in fondo gli aiuti diretti per armi dati a Kiev ci mette in una situazione imbarazzante sul piano costituzionale.
Chiediamo al Governo Meloni un cambio di rotta: stesso coraggio usato per i decreti “Ucraina”, lo usi per un “Decreto Italia”. Aprire i cantieri, assumere medici e insegnanti, rimettere in sicurezza treni e ospedali.
Gli italiani non sono bancomat. Sono cittadini che hanno diritto a vedere i loro soldi tornare in reparti, classi e binari.
Pertanto la CDC 2026
C H I E D E
un EMENDAMENTO all’Art. 11 Costituzione – denominato “Decreto prima l’Italia
Proponente: Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Premesso che:
1. L’art. 11 della Costituzione Italiana ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali.
2. L’Italia consente limitazioni di sovranità solo per ordinamenti che assicurino pace e giustizia fra le Nazioni.
3. Ogni euro speso per l’estero è un euro sottratto a sanità, scuola, trasporti dei cittadini italiani che pagano le tasse.
La CDC 2026 propone:
Art. 1 – Principio di Corrispondenza Costituzionale
Ogni stanziamento per aiuti militari o finanziari a Stati esteri in conflitto armato deve essere compensato da uno stanziamento equivalente per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, dell’istruzione pubblica e della rete dei trasporti locali.
Ratio: se l’art. 11 ci chiede pace, la pace comincia da cittadini sani, istruiti e con servizi dignitosi.
Art. 2 – Trasparenza e Controllo Parlamentare
Nessun invio di armamenti può avvenire con decreto omnibus. Ogni singola fornitura deve essere votata separatamente dalle Camere, con relazione pubblica su costo, tipologia di armamento e impatto sul bilancio statale.
Ratio: “Ripudiare la guerra” impone massimo dibattito democratico, non decisioni a pacchetto.
Art. 3 – Priorità Nazionale
Prima di qualsiasi nuovo impegno finanziario all’estero, il Governo deve certificare che le liste d’attesa sanitarie siano sotto 30 giorni, che tutte le scuole abbiano edifici a norma, e che il trasporto pubblico locale rispetti gli orari.
Ratio: l’art. 11 parla di “giustizia fra le Nazioni”.
La giustizia parte da casa.
Art. 4 – Clausola di Salvaguardia
In caso di emergenza nazionale su sanità, scuola o trasporti, gli stanziamenti esteri sono automaticamente sospesi e riassegnati all’emergenza interna, salvo voto contrario a maggioranza qualificata 2/3 del Parlamento.
Conclusione:
La CDC 2026 non è neutralista né isolazionista.
È “costituzionalista”. Chiediamo che l’Italia resti fedele all’art. 11: aiuti sì, ma senza svuotare l’Italia. Solidarietà sì, ma partendo da chi paga le tasse e tiene in piedi il Paese.









