giovedì, Gennaio 15, 2026
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Italia in Mobilitazione: il 12 dicembre sciopero generale della Cgil. Trasporti, scuola e sanità verso lo stop

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Venerdì 12 dicembre l’Italia si prepara a vivere una giornata di forte tensione sociale. La Cgil ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore che attraverserà l’intero Paese, accompagnato da manifestazioni, cortei e presìdi in tutte le regioni. Una mobilitazione che il sindacato definisce «diffusa e necessaria», nata per denunciare una Legge di Bilancio giudicata «iniqua, dannosa e distante dai bisogni reali di lavoratori, pensionati e giovani».
Secondo la Cgil, «la profondità del disagio sociale richiede una risposta compatta», e lo sciopero del 12 dicembre punta a rendere visibile quel malessere che, da Nord a Sud, coinvolge comparti strategici come trasporti, scuola e sanità. Trasporti a rischio: treni fermi fino alle 21, garantite solo le fasce protette. Lo stop nel settore ferroviario scatterà allo scoccare della mezzanotte e proseguirà fino alle 21.00 del 12 dicembre. Per i treni regionali gestiti da Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord saranno attivi esclusivamente i servizi minimi garantiti nelle fasce orarie protette:
•6:00 – 9:00
•18:00 – 21:00
I Vigili del Fuoco incroceranno le braccia dalle 9:00 alle 13:00. Esclusi invece dallo sciopero il comparto dell’igiene ambientale e il personale Enav Roma. L’Italia dei cortei: da Firenze a Palermo, un Paese in piazza. La mobilitazione sarà capillare, con cortei e comizi che attraverseranno le principali città italiane.
Toscana e Lazio :
•Firenze ospiterà la manifestazione regionale: ritrovo alle 9:00 in Piazza Santa Maria Novella e corteo fino a Piazza del Carmine, dove interverrà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
•Roma si prepara a un grande corteo che partirà alle 9:00 da Piazza Vittorio Emanuele II verso i Fori Imperiali, con intervento conclusivo di Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil.
Lombardia e Piemonte :
•A Milano il corteo regionale partirà da Porta Genova alle 9:00 per concludersi in Piazza della Scala. Parlerà Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil.
•In Piemonte manifestazioni a Torino (con la partecipazione di Tania Scacchetti, Spi Cgil) e nelle principali province: Vercelli, Novara, Biella, Asti, Novi Ligure, Cuneo, Alba e Bra.
•La Liguria si unirà a Genova, con intervento conclusivo del segretario confederale Pino Gesmundo.
Emilia-Romagna e Abruzzo
•A Bologna interverrà Federico Bozzanca, segretario generale Fp Cgil.
•In Abruzzo, concentramento alle 10:00 alla Villa Comunale dell’Aquila, con conclusioni affidate a Fabrizio Russo, Filcams Cgil.
Campania e Puglia
•A Napoli, corteo da Piazza del Gesù a Piazza Municipio, con interventi di lavoratrici, pensionati, studenti e delegati. Chiuderà il segretario confederale Luigi Giove.
•A Bari, manifestazione regionale con partenza da Piazza Massari alle 9:30 e comizio finale in Piazza Libertà, con Christian Ferrari, segretario confederale Cgil.
Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna
•In Basilicata, la mobilitazione si concentrerà all’interno dello stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi.
•In Calabria, corteo a Crotone da Piazzale Stadio fino a Piazza Pitagora, con intervento di Marco Falcinelli, segretario generale Filctem Cgil.
•In Sicilia, manifestazione regionale a Palermo, con appuntamento a Piazza Santo Spirito e comizio finale in Piazza Indipendenza.
•In Sardegna, corteo a Cagliari con chiusura affidata alla segretaria confederale Daniela Barbaresi.
Una protesta che fotografa l’Italia di oggi. Lo sciopero generale del 12 dicembre non è soltanto una mobilitazione sindacale: è la cartina di tornasole di un Paese che chiede risposte chiare su:
•precarietà,
•salari,
•diritti sociali,
•investimenti nella scuola e nella sanità,
•un modello di sviluppo più equo.
La piazza di venerdì sarà, per molti, la voce collettiva di chi si sente escluso dalle priorità della manovra economica. Un grido che attraverserà l’Italia intera, chiedendo ascolto, responsabilità e una direzione diversa.
 
L’ Opinione di Simona Carannante
 
Lo sciopero generale annunciato dalla Cgil per il 12 dicembre non è soltanto un appuntamento di protesta: è un termometro sociale che misura con precisione chirurgica lo stato del Paese. Dietro ogni corteo, dietro ogni presidio che si snoderà da Milano a Palermo, c’è un sentimento condiviso che attraversa lavoratori, studenti, pensionati e interi territori: la percezione di un divario crescente tra le promesse della politica e la realtà quotidiana delle persone. La Legge di Bilancio contestata dal sindacato non può essere letta solo come un elenco di numeri e capitoli economici: per migliaia di famiglie è la rappresentazione concreta di un futuro percepito come fragile. Quando a mobilitarsi sono contemporaneamente trasporti, scuola, sanità, industria e pubblico impiego, significa che il disagio non è circoscritto, ma strutturale. Come giornalista e come cittadina, ritengo che questa giornata debba essere interpretata non come uno scontro frontale, ma come una richiesta collettiva di ascolto. Le piazze, infatti, non chiedono semplicemente risorse in più: chiedono rispetto, visione, e un nuovo patto tra istituzioni e comunità che sappia restituire dignità al lavoro e prospettive ai giovani. Lo sciopero del 12 dicembre sarà, nel bene e nel male, una fotografia nitida dell’Italia di oggi: un Paese che desidera crescere ma che, per farlo, ha bisogno che la politica non distolga lo sguardo dalla complessità del presente. E che comprenda, una volta per tutte, che senza equità sociale non può esserci sviluppo reale.
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Le immagini presenti sono rielaborazioni artistiche create con supporto di intelligenza artificiale, ispirate all’ Italia in Mobilitazione: il 12 dicembre sciopero generale della Cgil. Trasporti, scuola e sanità verso lo stop
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