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KARAOKE E SOCIALITA’ A “PLAYA DI MALIBU”, SABATO 30 NOVEMBRE. UNA SERATA A FAVORE DELLA DONNA

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In occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, celebrata lunedì 25 novembre scorso, anche la celebre gelateria e pasticceria “Malibu” – a S. Vincenzo di Mercato San Severino – dice “No” ai soprusi. E “Malibu” si apre al sociale, veicolando un opportuno messaggio in favore delle tante, troppe vittime di femminicidio – ma anche di violenze ed umiliazioni psicologiche. Come? Mediante il consueto appuntamento con il karaoke del sabato: in data 30 novembre prossimo, a partire dalle 21, il locale del parco Ciancone (in via “Santina Campana”) si tingerà di rosso e mutuerà la ferma opposizione agli atti contro l’eterno femminino. L’universo femminile.

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I proprietari di “Malibu”, in realtà “Playa di Malibu”, promuovono la serata di riflessione. Per star vicino alle donne. Il karaoke, pertanto, verterà soprattutto su canzoni in tema. Ce ne sono state e ce ne saranno altre, interpretate (per esempio) da Anna Oxa, Mia Martini e Fiorella Mannoia. Come “Quello che le donne non dicono”, scritta peraltro da un uomo: Enrico Ruggeri. Oppure “Donne”, di Adelmo “Sugar” Fornaciari – in arte Zucchero. Quindi, ben vengano donne e uomini sensibili a questo argomento – a proporre hit di tal guisa (ma non soltanto) per sabato 30 novembre. Enrico (Rimauro) e Giovanna (De Chiara) – i simpatici, entusiastici, vulcanici (e giovani) tenutari di “Playa di Malibu” – addobberanno il locale con palloncini e festoni ad hoc. Contestualmente, ci sarà un momento in cui le rappresentanti del genere femminile canteranno tutte assieme un medley di svariati brani. Tutti, comprese le commesse Arianna e Annarita e i clienti (anche uomini) più affezionati, dipingeranno sul viso i segni “rossi” che preludono all’occasione. Nel corso dell’evento, al quale sono stati invitati anche i referenti istituzionali del Comune (come i membri della commissione Pari Opportunità e/o le assessore Alfano e Amoroso), alcuni uomini leggeranno una poesia omaggiante le donne e il loro coraggio. Ancora, saranno disponibili appositi cartelloni – su cui sempre i “maschietti” potranno lasciare un pensiero; una frase dedicata all’altra metà del cielo. Omaggi in punta di penna, che verranno poi letti e commentati. Per indurre, convincere, anche gli uomini più restii a riflettere su quanto la donna offre – in termini di sacrifici e attaccamento alla famiglia. Ma anche sul lavoro, dove – a parità di mansioni – riceve ancora troppo poco: il suo stipendio viene decurtato approfittando, appunto, del suo rappresentare il “sesso debole”. E questo è anche un esempio di violenza psicologica.

 

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Le donne sono tutt’ora vittime di pettegolezzi di paese, di chiacchiere e chiacchiericcio. Soprattutto nei centri urbani più piccoli, nelle realtà più… “chiuse” del nostro Meridione (o non solo). Tra una cantata e l’altra – dunque – frasi e riflessioni ad illuminare il contesto (pure giocoso) del consueto appuntamento settimanale. Quello del karaoke sabatino. Da un po’ di tempo a questa parte, ad animare le serate canore è Sara Venosa. Con tutto il suo entusiasmo. È lei a… “dirigere” gli interventi canterini di tantissime persone. Perché “Malibu” è sinonimo di divertimento “familiare”, in tranquillità e senza equivocità – come magari può accadere in altri locali. Sabato ci sarà anche una declamazione di una (ulteriore) lirica, composta per le donne e la testimonianza di una 85enne – la “decana” del karaoke – insegnante in pensione. Che snocciolerà solo poche parole, sulle sue esperienze di vita e di scuola – riferite alla questione muliebre.

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Le partecipanti riceveranno in dono un gadget. È solo una delle tante idee “partorite” dall’eclettica Giovanna – responsabile della gelateria. Che intende sempre organizzare kermesse e manifestazioni, atte ad animare la realtà sociale sanseverinese. Ma perché proprio un happening come questo, inserito nel contesto gioviale e caciarone del karaoke? Perché – secondo Giovanna ed Enrico: “La musica può essere un mezzo per dar voce alle donne – in questo caso – ma anche a chi non ha voce, non sa parlare. Per denunciare i soprusi”. Ciò che non si riesce a illustrare o propagare con le parole; con espressioni e frasi, può essere diffuso con la musica. Con le canzoni.

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Tutto molto attuale, scottante. Alla luce di troppi femminicidi – stigmatizzati dalle cronache, oppure sottaciuti per vergogna o per motivi familiari. E c’è ancora tantissimo da fare, affinché l’universo femminile non soltanto venga maggiormente valorizzato. Ma soprattutto ci si augura che le donne (sorelle, moglie, amanti – nonché figlie) prendano consapevolezza delle proprie opportunità, ribellandosi allo strapotere degli uomini. Mai più Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano e tutte le altre! Si levi alto il grido – muto, silente, strozzato in gola – delle donne. Soprattutto in “aree calde” del mondo, come l’Iran e l’Iraq. E pure in centri underground del nostro liberista Occidente.

 

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I diritti dell’eterno femminino vanno salvaguardati, preservati, attualizzati. Sempre, come per sempre deve valere la parità – formale e sostanziale – garantita dalla nostra carta costituzionale, tra le norme inviolabili; quelle che devono essere rispettate. Rispetto per la donna. No alla violenza, no all’apartheid di genere! Che il genio, l’estro, l’inventiva e la tanta forza femminile siano visibili a tutti!

 

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