Ci sono angoli di Napoli dove il rumore della città sparisce all’improvviso. E resta solo il mare.
La Baia di San Pietro ai Due Frati è proprio così: nascosta lungo la costa di Posillipo, è uno di quei posti che non trovi per caso. Piccola, selvaggia, con un’acqua di un blu pazzesco e una storia alle spalle che ti entra dentro.
200 scalini per staccare la spina
Per arrivarci devi sudare un po’: una scalinata di circa 200 gradini ti porta giù. Ma la fatica sparisce subito. Tra ginestre, canne e scorci che si aprono sul Golfo, sembra di uscire da Napoli per entrare in un’altra dimensione. In fondo ti aspetta un mare trasparente e delle rocce tutte consumate dal sale e dal tempo. Silenzio, solo il rumore delle onde.
Amore, rivalità e fantasmi
Quello che colpisce qui non è solo il paesaggio. È l’atmosfera.
La leggenda più famosa racconta di Luigi e Carmine, due fratelli pescatori. Tra loro di mezzo c’era Concetta, un amore non corrisposto, e una fine tragica in mare. Dicono che ancora oggi, il 29 giugno, le loro ombre si vedano tra gli scogli a cercare quell’amore rimasto incompiuto.
Un tempo dalla baia emergevano due scogli enormi, i “due frati”. Si raccontava che di notte si spostassero da soli. Oggi ne vedi uno solo: l’altro è sparito, portato via dal mare. E il mistero è rimasto.
Un’altra versione: i monaci e San Pietro
Non tutti però credono alla storia dei fratelli. C’è chi dice che il nome venga da molto prima. Qui sarebbe esistita una chiesa paleocristiana dedicata a San Pietro. L’Apostolo sarebbe sbarcato proprio in questa insenatura. I “due frati” quindi non sarebbero fantasmi, ma due monaci a guardia di un luogo sacro.
La vista che toglie il fiato
Da lì Napoli si guarda con occhi diversi. Davanti hai il Vesuvio, sullo sfondo Capri e Ischia. È uno di quei panorami da cartolina, ma vissuto in prima persona, con i piedi nell’acqua e la roccia calda sotto.
Che tu voglia solo tuffarti in un mare pulitissimo o ti piacciono le storie antiche, la Baia dei Due Frati è una di quelle tappe che ti fanno dire: Napoli non finisce mai di sorprendere.
Antonietta Cacace










