
La riunione di Capi di Stato in corso in Cina è stata realizzata per volontà del Presidente XI con una ratio a dir poco fuori degli schemi convenzionali. Essa è teatro della presenza di leader indiscutibilmente da tempo vicini al regime di quel paese e, fatto nuovo, anche di neofiti o novizi che solo di recente hanno ricevuto “la chiamata”. Della UE, solo per propria iniziativa, siedono. a quel tavolo Bulgaria e Slovacchia. Lungi dal rappresentare a Pechino la UE o altri sodalizi dello stesso genere, queste presenze “aliene” sembrano essere state colpite da una forma di grandeur che non si era vista loro riconosciuta a Bruxelles. La nota dominante di quella riunione resta il debutto di una coalizione del tutto nuova, in quanto concepita ad acta e non ad actum. Il boccone del prete è stato fin’ora il via libera al raddoppio del gasdotto che collega la Russia con la Cina. È noto infatti che tra le realtà dove gli affari prosperano, sia pressoché impossibile che possano sopravvenire conflitti. Ci sono inoltre altre situazioni singolari all’interno dei partecipanti all’ incontro nella capitale cinese che invitano, oltre che a riflettere su ciascuna di esse presa singolarmente, anche sull’embrione di una generica figura collettiva che andrebbe a affiancarsi o a contrapporsi all’operatività della UE e di altre realtà assimilabili già operanti. Oggi si svolge la parata militare annuale a cui partecipa anche il “caro leader”, più precisamente il dittatore – è il titolo giusto – nordkoreano Kim. Sempre per usare il termine giusto, tale banda di personaggi di film di azione, non molto diversa da quella della nomenclatura russa e da quella cinese di anni fa, meglio conosciuta con la specifica “dei quattro”, in parte pericolose per le stesse loro popolazioni, dovrebbe avere in comune la stessa idea conduttrice, quella comunista. Quindi, anche se ciascuna per se, potrebbero agire secondo logiche equipollenti e adottare comportamenti omogenei. Dalla fine della seconda guerra mondiale non. è andata certamente così. Pur non volendo affrontare il caso NordKorea, limitandosi di conseguenza alle considerazioni sull’ India e altre realtà minori della galassia indocinese, non é arduo trarne conclusioni circa i prossimi sviluppi. Partendo dall’India, risalta che l’acciaio che produce la sua industria va sempre più adeguandosi agli standard occidentali. In più, aumentando l’interscambio con il resto del mondo, si stanno diversificando e arricchendo buona parte dei consumi interni di quella realtà. Per la UE sarà una alternativa alla contrazione del mercato americano causato dalla applicazione dei dazi e altro già esistente. Bisognerà ora che il mondo segua con attenzione i movimenti di questa formazione in fieri, restando comunque ben saldi ciascuno sulle proprie posizioni per poter eventualmente provare a contrastare situazioni a rischio di adozione di misure drastiche. Non vi è dubbio che anche tale situazione sia in alto mare ma è anche vero che, per un inatteso girare dei venti, la navigazione potrebbe riuscire a procedere con successo e tranquillamente arrivare in porto sani, salvi e, se possibile, rinforzati.









