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LA CITTA’ DEGLI SPIRITI ROSAZZA IN PIEMONTE RAPPRESENTA IL BORGO PIU’ MISTERIOSO D’ITALIA UN GIOIELLO DI PIETRA TRA SIMBOLOGIA ESOTERICA E TRACCE MASSONICHE

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Rosazza, il borgo più misterioso d’Italia

 

Se siete pronti oggi vi porterò in uno dei posti più misteriosi d’Italia: Rosazza la città degli spiriti. Situato nell’alta Valle Cervo, una vallata alpina che si sviluppa lungo il fiume Cervo a pochi km da Biella (Piemonte), a novecento metri di altitudine e con un centinaio di abitanti, rappresenta l’ultimo borgo della vallata.

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Il comune di Rosazza, con la sua particolare architettura, non è il consueto borgo montano e la sua storia non comincia nemmeno nei tempi antichi bensì al finire del 1800. Quando nel 1883 il facoltoso Federico Rosazza Senatore del Regno e Gran Maestro Venerabile della Massoneria biellese, tornato nel suo borgo di origine, produsse molte opere a favore della sua terra d’origine tra cui diede avvio alla costruzione della Torre Guelfa di quello che oggi è il castello neo-medievale, Castello Rosazza, il Palazzo Comunale, la Chiesa Parrocchiale, il Cimitero Monumentale; fece realizzare comode mulattiere per unire le varie frazioni del paese di Rosazza ed un impianto idrico con numerose fontane e abbeveratoi ad uso di uomini e animali.

Il castello nel borgo degli spiriti

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Proprio il castello, edificio fortemente voluto da Rosazza che svetta sulla minuscola cittadina con la sua torre guelfa, sarebbe pregno di “segnali” che racconterebbero della pesante presenza massonica nella zona. La struttura e l’architettura stessa sono infatti strettamente connessi ad una simbologia in tutto e per tutto riconducibile a quella evocata dalla Massoneria.

Viene definito:”Renne-le Chàteau d’Italia”, sembra che le sue implicazioni esoteriche siano tra le più famose per gli esperti in materia. Rennes, è una cittadina del dipartimento dell’Aude, in Francia, centro dei misteri di un presunto “tesoro” che sarebbe nascosto nei dintorni, presumibilmente ritrovato dal parroco che eresse la locale chiesa di Santa Maddalena.

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Il Grande Maestro Venerabile della massoneria di Biella teneva le sue riunioni presso la torre civica del Palazzo comunale. Da qui in poi tutto è mistero…Lo splendido castello fu completato solo nel 1899, ovvero l’anno dopo la morte del Maestro. Il castello fu progettato con lo scopo di richiamare gli antichi templi di Paestum, inserendo chiari riferimento all’esoterismo e alla loggia. L’attuale avrebbe dovuto ospitare la sede del municipio di Piedicavallo, ma divenne nel 1906 – con l’autonomia comunale -sede del comune di Rosazza.

Ma se Federico Rosazza fece così tanto per il suo paese perché si parla di borgo misterioso? Perché borgo di Rosazza non ha nulla che fare, a livello architettonico, con i paesi montani circostanti. Lungo le vie del paese e all’interno degli edifici edificati da Rosazza sono disseminati moltissimi elementi riconducibili alla Massoneria e al mondo dell’esoterismo. Rosazza per i suoi progetti, si servì della collaborazione del suo amico Giuseppe Maffei, pittore, architetto e appassionato di occultismo. Insieme riescono ad realizzare un borgo molto particolare.

Sulla scelta dell’architettura cittadina, molto bizzarra, avrebbero pesato le vicende personali. La vita di Federico Rosazza fu turbata da due grandi lutti: prima la moglie, poi la figlia. Colto da depressione, insieme a Maffei, Rosazza si interessò di occultismo, entrambi partecipavano a sedute spiritiche per evocare le anime dell’aldilà ed essere così guidati per compiere le proprie azioni sulla terra. Venne documentato il fatto che Maffei si facesse consigliare dagli spiriti sulle decisioni da prendere in campo architettonico, che collegato al mondo della magia e dell’ occultismo, Rosazza e stata costruita in questa maniera e a livello artistico è veramente affascinante, forse perché è molto distante dalle architetture presenti sul territorio.

Il Castello, in particolare, è molto bello. Fu edificato sfruttando il tema dell’estetica della rovina: false murature sbrecciate trattate con acido nitrico, finti colonnati ed architravi.

Passeggiando per le vie del borgo Rosazza e dintorni

 

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Passeggiando tra le vie del borgo, si possono riconoscere alcuni simboli massonici, scolpiti in pietra, tra cui, le stelle a cinque punte, rose scolpite, scale a pioli, svastiche (a quei tempi non avevano un significato negativo che ha oggi), clessidre, etc. Le fontane del paese sono chiamate “parlanti” perché ognuna di esse porta un messaggio scolpito in pietra.

Un borgo di arte e cultura con monumenti arrivati fino ai giorni nostri perfettamente intatti e che testimoniano un passato ricco di storia.

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Altri luoghi di interesse del comune biellese sono: il Cimitero Monumentale raggiungibile attraversando il Ponte di pietra a tre arcate, la Casa Museo di Rosazza , testimonianza dell’alto livello raggiunto dagli abitanti del borgo nel tradizionale mestiere di muratore scalpellino, la Chiesa Parrocchiale con il sul suo soffitto stupendo rappresentando il cielo stellato dove si possono riconoscere le costellazioni dell’Orsa Maggiore e Minore, La Via Lattea e la Croce del Sud. Il Centro Storico di Biella con i suoi musei e con il celebre Piazzo, l’antico nucleo medievale posto in posizione dominante sulla città.

La più famosa delle escursioni che si può fare in Valle Cervo è l’escursione al Lago della Vecchia.

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I Santuari di Oropa e di Graglia luoghi di culto, punti di passeggiate nella natura e degustazioni gastronomiche. Poi ci sono le Oasi Zenga, una riserva naturale, da cui si può godere di una vista meravigliosa sulle Alpi nonché località privilegiata per sport invernali ed escursioni estive.

In quest’area ricca di boschi di faggio e di castagno, ma anche caratterizzate dalla massiccia presenza della pietra, risale il più misterioso borgo d’Italia: Rosazza! Al di là dell’aspetto occulto e inquietante della storia di Rosazza, indubbiamente il territorio porta con sé anche un elevato valore culturale e artistico.

 

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