giovedì, Settembre 10, 2026
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La friabile minaccia del tufo palermitano: aggetto si sfarina in un soffio, donna precipita ed è grave tra i calcinacci

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PALERMO — Una friabile detonazione di calce, una nuvola di pulviscolo grigiastro che satura l’aria stagnante del vicolo e poi il vuoto immediato, improvviso, spietato. Nel reticolo antico del capoluogo siciliano, il progressivo ammaloramento del patrimonio edilizio si trasforma per l’ennesima volta in un sinistro presagio che si materializza nel volgere di un istante. Un balconcino d’epoca, sporgente dalla facciata di una palazzina logorata dai decenni e dalla salsedine, si è letteralmente disaggregato dal muro maestro, catapultando nel precipizio una donna di cinquant’anni che si trovava momentaneamente affacciata. Un volo cieco di quasi otto metri prima di impattare rovinosamente sulla sede stradale, sommersa dal peso dei blocchi di calcestruzzo e dalle macerie frantumate. L’urto, impressionante per potenza e spavento, ha scosso l’intera via, richiamando in strada decine di residenti e mercatanti sconvolti dal boato. I primi a prestare soccorso sono stati proprio i vicini di casa che, sfidando il pericolo di ulteriori cedimenti della struttura rimasta a sbalzo, hanno scavato a mani nude tra i detriti di tufo per liberare il corpo della sventurata, rimasta intrappolata under i calcinacci spigolosi. Il personale del 118, giunto in loco a sirene spiegate con un’ambulanza medicalizzata, ha prestato i primi interventi di rianimazione sulla sede stradale prima di stabilizzare la paziente, intubarla e trasferirla d’urgenza in codice rosso verso la rianimazione dell’ospedale Civico. La donna presenta trauma cranico commotivo, molteplici fratture alla gabbia toracica e lesioni interne di estrema gravità; i sanitari mantengono la prognosi riservata, lottando per strapparla alla morte. Nel contempo, tre squadre dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale, supportate dall’autoscala, hanno transennato l’intera arteria viaria per procedere alla picchettatura degli intonaci cadenti e alla puntellazione dell’aggetto rimasto mutilato. I caschi rossi hanno sgomberato a titolo precauzionale gli appartamenti sottostanti e contigui, riscontrando vistose cavillature e infiltrazioni pregresse che avrebbero sotterraneamente minato l’armatura metallica della Soletta. Gli agenti della Polizia Municipale e i tecnici del Comune hanno avviato i rilievi perimetrici per ricostruire l’esatta catena di omissioni manutentive. La Procura della Repubblica valuta l’apertura di un fascicolo di indagine per crollo colposo e lesioni gravissime a carico dei proprietari dell’immobile. Intanto, nel quartiere resta un silenzio denso di rabbia e trepidazione per una vita sospesa sul filo del rasoio, ennesima testimonianza di come l’incuria urbana possa tramutare un gesto quotidiano in un’imprevedibile tragedia.

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