giovedì, Gennaio 15, 2026
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La Grecia paralizzata dai trattori: gli agricoltori bloccano strade, porti e confini in una protesta senza precedenti

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Una massiccia ondata di proteste sta attraversando la Grecia, dove migliaia di agricoltori hanno invaso le principali arterie stradali e infrastrutture del Paese con i loro trattori, paralizzando il traffico e bloccando i collegamenti nazionali e internazionali. La mobilitazione, iniziata a fine novembre, ha raggiunto il suo apice nei primi giorni di dicembre 2025, con oltre 50 blocchi permanenti e decine di presidi temporanei in tutto il territorio. Alla base della rivolta agricola ci sono ritardi nei pagamenti dei sussidi statali, aggravati da uno scandalo che ha travolto l’Opekepe, l’agenzia greca incaricata della distribuzione dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC). La Procura europea ha aperto un’indagine su presunte frodi legate a sussidi ottenuti per attività agricole inesistenti. Il governo conservatore, accusato di aver coperto lo scandalo, ha deciso di smantellare l’agenzia, ma la mossa non ha placato l’ira degli agricoltori. A ciò si aggiungono l’aumento dei costi di produzione, i prezzi bassi dei prodotti agricoli e i danni causati da recenti alluvioni e malattie del bestiame, in particolare nella regione della Tessaglia. I trattori hanno bloccato l’autostrada Atene–Salonicco all’altezza di Larissa, tagliando in due il Paese. Altri presidi sono stati allestiti nei nodi strategici di Karditsa, Nikaia e Platykambos, dove si sono verificati anche scontri con la polizia e l’uso di gas lacrimogeni. Il porto commerciale di Volos è stato occupato da decine di trattori e pescatori solidali, impedendo il transito di merci e passeggeri per ore. Anche i valichi di frontiera e un aeroporto a Creta sono stati temporaneamente chiusi. Il governo greco ha finora adottato una linea prudente, ordinando deviazioni del traffico e invitando al dialogo. Tuttavia, le opposizioni chiedono misure immediate e trasparenti per garantire i pagamenti e ristabilire la fiducia nel sistema dei sussidi. Intanto, gli agricoltori annunciano che non si fermeranno finché non avranno risposte concrete. La Grecia resta così ostaggio di una protesta che, oltre a riflettere il malessere del settore primario, mette in luce le fragilità istituzionali e le tensioni sociali di un Paese ancora segnato da anni di crisi.

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