
Una vivace attività di ristorazione sanseverinese sarà di scena, nei giorni 11-12-13 novembre, al campionato mondiale di pizza doc. In atto a Capaccio Paestum (Salerno), presso il centro fieristico “Next” (ex tabacchificio). Vi prenderanno parte – si stima – pizzaioli provenienti da oltre trenta Paesi. Per una competizione “golosa”, mirata all’eccellenza. Diverse le categorie in gara, per un evento giunto all’undicesima edizione. Ecco alcuni “numeri”, dall’esperienza del 2024: ben 850 concorrenti, un centinaio di studenti a partecipare – per ventuno sezioni in cui gareggiare. Tra i settori in lizza: “Pizza Margherita”, “Pizza Classica”, “Pizza Contemporanea”, “Pizza in team”, “Pinsa Romana” e così via, fino ad arrivare alla “Senza Glutine”; alla “Pizza Gourmet” e alla “Free Style”. Poi c’è anche la categoria “Pizza Social”. Oltre a questi item, ci sono anche i settori “Pizza Doc Lovers” – per gli impasti fatti in casa – e “Pizza Baby”: un laboratorio di “mani in pasta” per i bambini più curiosi e intraprendenti. Che vogliano imparare a realizzare una bella (e, si spera, buona) pizza.

Tornando alla realtà di Mercato San Severino, in un luogo ameno e fresco; verdeggiante; green del capoluogo – tra uno scenario naturale e un’apposita area di sgambamento cani – ecco che sorge il resort “Il Boschetto”. Quello 3.0 – però. Si tratta di un ristorante e, nella fattispecie, una pizzeria molto accorsato/accorsata. Diretta, da almeno cinque anni, dal solare e simpatico Massimo Califano. Che, col suo efficiente staff, garantisce un ottimo servizio. I suoi/loro segreti? È presto detto: tanto lavoro, umiltà e disposizione ad imparare sempre più. Cucinando in maniera classica – eppure sperimentando nuovi abbinamenti di gusti e tradizioni locali. Tipiche. Un giovane delle nostre zone, Massimo, che ha attuato mille mestieri – nella sua vita. Sempre fiducioso e dandosi da fare, in diversi campi professionali. Con una dura gavetta, con molta esperienza all’attivo.

Da cinque anni, dunque, Califano si occupa della gestione del resort. Dapprima, il sito gastronomico ha visto succedersi svariate gestioni. Ma Massimo, col suo savoir-faire, ha saputo valorizzare l’intero appezzamento “verde”, sfidando la sorte. Sua e del commercio – a Mercato San Severino. Ultimamente, infatti, pare che l’economia non giri per il verso giusto – a livello nazionale e anche, ormai, locale. Pure a San Severino, tutto aumenta – di giorno in giorno, iperbolicamente. E – aumentando il costo dei prodotti – la gente fa fatica a poter “permettersi” una sortita al ristorante. Potrebbe andar meglio almeno in pizzeria, ma a volte non è così. Certamente, al “Boschetto 3.0” i prezzi sono rimasti invariati, e la qualità è sempre ottimale – sia per assaggiare ottime pizze che per ciò che attiene alla cucina. Fatta di ingredienti semplici e di ricette “di una volta”, magari rivisitate con estro e fantasia. Accanto all’ottimo e accattivante Massimo – che da ben venticinque anni svolge questo mestiere (pur avendo, come dicevamo sopra, conosciuto il mondo del lavoro in mille altri ambiti – anche “lontani” dalla ristorazione) – annoveriamo lo chef Gaetano Saggese e il pizzaiolo Giuseppe Senatore. Anch’essi molto uniti. Attenti alle esigenze degli avventori. Alla continua ricerca di un equilibrio tra qualità e costo. Sempre più difficile da raggiungere – ai tempi di oggigiorno. Le loro specialità sono molteplici. Tra tutte, ricordiamo: le bucce di patate fritte e gli “scazzuoppoli” (bocconcini di pasta in padella, appartenenti alla cucina partenopea) – classici e con rucola e pomodorini. Questo per la gastronomia, ma ci sono tante altre leccornie. Anche le pizze sono gustose e ben fatte. Per tutti i gusti e – ancora – per tutte le tasche, almeno adesso.

Il trio parteciperà al contest con la specialità detta “Viola del mare”: si tratta di una pizza a base di crema di patate viola; polpo grigliato su gocce di patate gialle, profumate agli aghi di pino; stracciata di bufala; crostini; pesto di prezzemolo. Una specialità che potrebbe certamente impressionare – positivamente, favorevolmente – il giudizio (nonché il palato) dei giurati. Ce lo auguriamo vivamente, perché i tre lavorano tanto. E bene. Vincere sarebbe una bella soddisfazione per tutti i pizzaioli e ristoratori sanseverinesi – e non. Soprattutto, nel caso specifico, di Massimo; Gaetano e Giuseppe. Assieme – anche – ai professionali Giovanna, Gennaro, Ibrahim, Melina, Antonio, Viola, Lina, Giovanni, Nadia, Monica. Che vivono tanti sacrifici, per offrire il meglio tra forni; fornelli; sala; lavaggio. Assicurando – affiatati – il massimo della “perfezione” ai clienti. Sempre soddisfatti dell’accoglienza e della buona cucina. Insomma: “Boschetto 3.0” è sinonimo di “garanzia” e “convenienza”. Suffragate da quello che Califano stesso definisce “un gioco di squadra”. A nome di tutti, pertanto, Massimo stesso afferma: “Dopo tanti anni è stimolante mettersi in gioco, soprattutto in gare come questa; internazionali. Luoghi di conoscenza e di confronto. Per imparare, magari anche da un’eventuale sconfitta”. E riprende: “Ma noi guardiamo avanti, come sempre. Quindi speriamo in un risultato positivo, augurandoci che i tanti nostri sacrifici vengano ripagati”. Ed è ciò che anche chi scrive auspica.

Viva la cucina campana, viva la pizza, viva i pizzaioli. Un “In bocca al lupo” ai referenti de “Il Boschetto 3.0”, sempre pronti a creare menu “divisi” tra sapori semplici, genuini, “della tradizione” e piatti; ricette dense di appropriati abbinamenti. Da non perdere, letteralmente, i menu fissi – in occasione di momenti particolari: il Natale, la santa Pasqua, Ferragosto. Per gli aficionados delle prelibatezze. In bocca al lupo, caro “Boschetto”!










