mercoledì, Ottobre 7, 2026
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La prua dritta verso l’Olimpo marittimo: l’ambizione ferrea di Bucci per eleggere il Salone Nautico di Genova sovrano incontrastato del pianeta

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GENOVA – Il molo ligure si erge nuovamente a palcoscenico mondiale, ma questa volta le onde che si infrangono sulla banchina sembrano portare con sé un eco di sfida globale e di orgoglio identitario. Durante la cerimonia inaugurale della kermesse marinara più blasonata del Mediterraneo, il sindaco e commissario straordinario Marco Bucci ha tracciato una rotta ambiziosa quanto intransigente, brandendo una promessa che sa di giuramento solenne: fare del Salone Nautico di Genova il numero uno in assoluto sulla mappa planetaria della nautica da diporto, blindando il primato contro qualsiasi velleità concorrenziale estera. Un proposito granitico, scandito con piglio deciso di fronte alle autorità e agli operatori del settore: «Sappiamo perfettamente che la competizione internazionale morde i calcagni e punta a soffiarci lo scettro; per questo terremo il timone a denti stretti e non molleremo di un solo centimetro». Le parole del primo cittadino non rappresentano soltanto una retorica di facciata o un proclama estemporaneo da cerimonia inaugurale, bensì il manifesto programmatico di una città intera che ha scelto di scommettere tutto sul proprio DNA marinaio. Negli ultimi anni, il Waterfront di Levante, ridisegnato dalle matite avveniristiche dell’architettura contemporanea e restituito alla cittadinanza dopo un immane sforzo ingegneristico — ha cambiato pelle, trasformandosi in una cittadella fluttuante capace di accogliere i giganti del mare e le più raffinate imbarcazioni tecnologiche del globo. L’obiettivo dichiarato è scalzare i concorrenti storici, dai saloni del Nord Europa a quelli d’oltreoceano, elevando lo standard espositivo a vette ineguagliabili di eccellenza, design e sostenibilità ecologica. Eppure, la traversata verso questo traguardo planetario non è priva di insidie e correnti contrarie. Gli operatori economici del comparto nautico chiedono a gran voce infrastrutture sempre più efficienti, collegamenti logistici rapidi e una burocrazia snella che permetta alla filiera cantieristica italiana, da sempre fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo, di esprimere appieno il proprio potenziale senza zavorre istituzionali. Bucci lo sa bene e risponde rilanciando la sfida, appellandosi allo spirito indomito dei liguri, abituati a domare le tempeste anziché subirle. La kermesse genovese si conferma così non solo una vetrina commerciale di inestimabile valore, ma il barometro pulsante di una nazione che vuole continuare a dettare le regole nei mari di tutto il mondo.

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