
Ian Fleming, giornalista e romanziere inglese, è noto per essere il padre artistico di James Bond. Personaggio di fantasia era altrimenti noto come l’inarrivabile agente segreto OO7, al servizio di Sua Maestà Britannica. Fleming non è mai arrivato a scrivere una spy story che si spingesse a tanto, a tanto, l’ennesima dell’ ultimo quinquennio. Si tratta del fortunoso pericolo scansato dall’aereo su cui domenica scorsa viaggiava la Commissario Europeo Von der Leyen diretta in Bulgaria. Grazie alla loro abilità, i piloti sono. riusciti. a atterrare nonostante l’apparecchiatura che assiste quel genere di manovre, il GPS, fosse andato in tilt, forse perché sabotato da terra. È evidente che è da scartare l’errore umano, cioé dell’equipaggio che, tra l’altro, ha dimostrato la sua perizia riuscendo a far posare l’aereo sulla pista senza alcun danno. Altrettanto è difficile da considerare l’ipotesi. che si sia trattato di un guasto accidentale al congegno di cui innanzi, in quanto l’aeroplano appartiene a una compagnia di noleggio del tutto indipendente che per nessun motivo al mondo si sarebbe prestata a omettere i controlli contro quel genere di violazioni. D’altro canto in Italia è ancora vivo il ricordo di qualcosa di simile però finita male: è l’incidente mortale in cui fu coinvolto. l’aereo su cui viaggiava il Presidente dell’ENI Enrico Mattei, quasi certamente provocato da un’ordigno collocato al suo interno. A tutt’oggi non si ha la certezza di ciò che accadde ma il sospetto sulle compagnie petrolifere a cui Mattei aveva pestato i piedi, non è stato mai rimosso. Ritornando a domenica scorsa, è opportuno prestare attenzione (non poca) a quanto è accaduto a Pechino nei giorni scorsi.
Il Presidente XI ha messo in piedi qualcosa di simile a quanto fece il Cappellaio Matto in Alice nel Paese delle Meraviglie: mentre quest’ultimo tutti i giorni festeggiava i non compleanni, XI ha inteso riunire un consesso con la finalità di creare un’alternativa alle diverse alleanze occidentali. Quindi ha invitato a Pechino. i leader dei paesi che non fanno riferimento a Ŵashington. Tra gli ospiti convenuti primeggiano Putin e Modi. Quest’ultimo in particolare, con la sua opera di ammodernamento di quel crogiolo di contraddizioni che è l’ India, si é potuto sedere allo stesso tavolo. di XI. É più che credibile che non. adotterà lo stesso comportamento se e quando Trump dovesse invitarlo a Washington. Volendo fare una pausa, non togliendo l’audio ma limitandosi. a abbassare il volume che commenta il. video, tutto dà l’idea che si stia formando un blocco in Asia e dintorni con intenzioni di sostanza e non formali. Eppure non molti anni orsono il gruppo degli Hare Kryshna, sacerdoti musicali indiani sparsi per il mondo, invitava le popolazioni. a rimanere lontani dalle guerre, anche senza colonna sonora.









