Accessi abusivi, peculato e una squadra di “spioni”: perquisizioni in tutta Italia, undici gli indagati
Un sistema parallelo di raccolta informazioni, accessi abusivi alle banche dati e un presunto uso distorto del potere istituzionale. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta che coinvolge Gianluca Del Deo, ex numero due del DIS, ora indagato per una serie di reati che vanno dal peculato agli accessi illeciti ai sistemi informativi dello Stato.
Secondo gli investigatori, Del Deo avrebbe gestito una vera e propria “fabbrica dei dossier”, una struttura informale capace di reperire informazioni sensibili su persone e contesti strategici, sfruttando canali riservati e contatti interni agli apparati di sicurezza. Al centro dell’indagine ci sarebbe la cosiddetta “Squadra Fiore”, un gruppo ristretto di collaboratori che avrebbe operato in modo coordinato per reperire dati e documenti non autorizzati.
Le perquisizioni, scattate all’alba in diverse città italiane, hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, archivi digitali e documentazione ritenuta utile a ricostruire la rete di relazioni e attività del gruppo. In totale sono undici le persone finite sotto inchiesta, tra funzionari, consulenti e figure legate agli ambienti della sicurezza.
Nell’indagine compare anche il nome di Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza Telecom già coinvolto in passato in vicende legate alla gestione di informazioni riservate. La sua posizione, secondo fonti investigative, è oggetto di approfondimenti ma non è ancora chiaro il ruolo che avrebbe avuto nella presunta rete di dossieraggio.
La Procura procede con cautela, ma il caso ha già sollevato interrogativi pesanti sul controllo e sull’uso delle banche dati istituzionali, un tema che torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico. Se le accuse venissero confermate, si tratterebbe di uno dei più gravi episodi di abuso di potere all’interno dei servizi di sicurezza degli ultimi anni.
Le indagini proseguono, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire la catena di responsabilità e capire fino a che punto si estendesse la rete di accessi illeciti.









