giovedì, Settembre 10, 2026
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LA ROCCA DEL MONVISO TREMA SOTTO UN CROLLO DI ROCCIA: ALLARME AD ALTA QUOTA

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Imponente smottamento sulle pareti del Re di Pietra: battuta di ricerca a perimetro chiuso del Soccorso Alpino per un escursionista straniero mai rientrato al Rifugio Quintino Sella

 

 

MONVISO – Un boato sordo, prolungato, che ha squarciato l’ancestrale silenzio delle alte quote, anticipando una cortina opaca di pulviscolo e frammenti litici involati lungo i canaloni. Sul massiccio del Monviso si è verificato un imponente distacco di roccia, un evento franoso di vasta portata che ha rimodellato la morfologia di un tratto di parete, spargendo materiale detritico su un ampio raggio nei pressi dei sentieri di transito ordinario. L’allarme ha preso corpo con contorni d’ansia quando la gestione del Rifugio Quintino Sella ha riscontrato un’assenza ingiustificata. Un camminatore di nazionalità estera, atteso per il pernotto e registrato per la tappa serale, non ha mai varcato la soglia della struttura. Con il passare delle ore e il progressivo abbassarsi delle tenebre, il mancato rientro è transitato da semplice ritardo a potenziale emergenza, traducendosi nella chiamata d’urgenza ai centralini della delegazione alpina. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi. Gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, affiancati dal personale del SAGF e coadiuvati dalle unita elicotteristiche dell’emergenza sanitaria, si sono mobilitati per perlustrare la vasta area interessata dal crollo. Le operazioni di ricognizione si preannunciano ardue e dense di insidie operative: la stabilità del fronte roccioso appare tuttora precaria, con sporadici scoscendimenti secondari che ostacolano l’avvicinamento sicuro dei tecnici di terra. Gli sforzi si stanno concentrando nell’intercettazione di eventuali segnali radio o tracce strumentali lasciate dai dispositivi elettronici dell’escursionista, mentre squadre cinoforme e soccorritori specializzati setacciano i conoidi di deiezione accumulati alla base del distacco. La speranza è che l’uomo possa essersi arrestato in una zona riparata o che abbia semplicemente deviato il percorso prima del cedimento, rimanendo isolato a causa della repentina interruzione della traccia di sentiero. La perlustrazione prosegue ad oltranza, sfidando l’orografia ostile della montagna.

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