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LA SICUREZZA ALIMENTARE E’UN DIRITTO !!! acqisto consapevole !!!

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Progetto Pilota Aviaria: Il Governo Chiarisca. La CDC 2026 Diffida il Ministero: “Giù le Mani dal Made in Italy e Consenso Informato in Etichetta!”
Di Redazione Weekenews — 5 Agosto 2026
Una nuova tempesta si abbatte sulla filiera agroalimentare italiana e sulla trasparenza a tutela dei consumatori. La Confederazione Democrazie Cristiane (CDC 2026) accoglie e sposa in pieno il grido d’allarme lanciato dalla giornalista d’inchiesta Raffaella Regoli e supportato dalle recenti azioni legali dell’Associazione Trilly – La gente come noi APS.
Al centro della bufera c’è il cosiddetto “Progetto Pilota” sulla vaccinazione aviaria (H5) condotto su carni di tacchino e galline ovaiole attraverso sieri a vettore virale vivo OGM. Un piano di sperimentazione che rischia di trasformare le tavole degli italiani in un bacino di consumo coatto, all’insaputa dei cittadini.
Un paradosso tutto italiano: export bloccato, consumi interni a scatola chiusa
La denuncia sollevata in queste ore mette in luce un paradosso normativo e commerciale sconcertante:
Stop alle esportazioni: Diversi Paesi europei e terzi hanno sbarrato i propri confini ai prodotti derivati da questi lotti di sperimentazione.
Nessun obbligo di etichetta: In Italia non sussiste l’obbligo formale di indicare in etichetta se la carne o le uova provengano da allevamenti inseriti nel progetto pilota.
Assenza di dati tossicologici indipendenti: Non risultano pubblicati studi di sicurezza a lungo termine condotti da enti terzi indipendenti sulla presenza di eventuali residui nei tessuti alimentari.
Il risultato? Quello che i mercati esteri rifiutano per precauzione commerciale e biologica finisce direttamente nei banchi frigo dei nostri supermercati, senza che il cittadino possa distinguere cosa sta acquistando.
il nostro Made in Italy non può diventare il terreno di conquista di logiche multinazionali. Se non c’è trasparenza, non c’è libertà di scelta.”
— CDC 2026
La diffida della CDC 2026 al Governo Meloni e alla GDO
Di fronte a questa violazione del diritto al consenso informato, la Confederazione Democrazie Cristiane (CDC 2026) ha formalmente inviato una lettera aperta e un atto di diffida indirizzato al Premier Giorgia Meloni, al Ministero della Salute e al Ministero dell’Agricoltura.
La posizione è netta e si articola su tre richieste inderogabili:
1. Pubblicità dei dati: Il Governo deve pubblicare immediatamente l’elenco delle aziende e degli allevamenti che partecipano al Progetto Pilota.
2. Obbligo di etichettatura: Introdurre una dicitura chiara e visibile sulle confezioni per garantire l’applicazione dell’Art. 8 del Regolamento Europeo 178/2002 in materia di trasparenza alimentare.
3. Difesa degli allevatori tradizionali e bio: Proteggere le eccellenze italiane che rifiutano la sperimentazione, preservando la credibilità del marchio Italia nel mondo.
Anche la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è stata richiamata alle proprie responsabilità: vendere prodotti senza una corretta informazione espone i colossi della distribuzione a precise responsabilità verso la salute pubblica.
Non siamo cavie: la parola ai cittadini
I cittadini italiani hanno il diritto di consumare prodotti biologicamente sani e di conoscere l’esatta tracciabilità di ciò che portano in tavola.
La CDC 2026 continuerà a monitorare la situazione a fianco della rete d’informazione libera e delle associazioni di tutela dei consumatori, cosi come già in passato ha fatto per inprodotti importati che superano i limiti consentiti per i pesticidi in base alle nostre Leggi italiane comunitarie .
Condividi questo articolo per informare e sostenere la battaglia sulla trasparenza alimentare in Italia.

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