
L’Italia della spada femminile vive un momento che va oltre il semplice successo sportivo: a Wuxi, in Cina, tre azzurre hanno occupato l’intero podio della tappa di Coppa del Mondo, un risultato che non ha precedenti nella storia della specialità. Giulia Rizzi, Alberta Santuccio e Rossella Fiamingo hanno trasformato una gara internazionale in una celebrazione tricolore, confermando la forza di un movimento che da anni lavora con metodo, profondità e ambizione. La vittoria è andata a Giulia Rizzi, protagonista di una prova impeccabile: ha superato avversarie di altissimo livello come Zhang, Abdul Rahman e Kardos, prima di imporsi nei quarti contro Louis Marie e di affrontare due derby consecutivi nelle fasi finali. Prima ha eliminato Rossella Fiamingo in semifinale, poi ha superato Alberta Santuccio in una finale tutta azzurra che ha sancito il suo quinto successo in Coppa del Mondo. Santuccio, dal canto suo, ha costruito un percorso di grande solidità, battendo Li, Yang, Kowalczyk e Hatz, arrendendosi solo alla compagna di squadra nell’atto conclusivo. Per Fiamingo, invece, è arrivato un bronzo che vale come una conferma: l’undicesimo podio in carriera nel circuito, frutto di una gara lucida e determinata. A condividere il terzo gradino del podio con la siciliana, l’unica atleta non italiana: la cinese Junyao Tang. Il trionfo arriva in un momento simbolico: proprio mentre prendeva il via la prima giornata ufficiale di gare dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Federscherma ha definito questo risultato “un segno del destino”. Non è solo retorica: dopo l’oro olimpico di Parigi 2024, la spada femminile italiana continua a dimostrare una continuità di rendimento che pochi altri Paesi possono vantare.
La forza del gruppo
Oltre al podio, colpisce la profondità della squadra:
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Kowalczyk decima,
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Marzani tredicesima,
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Isola quattordicesima,
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Paulis e Bozza entrambe in top 30.
Un dato che racconta di un movimento solido, competitivo, capace di rinnovarsi e di mantenere un livello medio altissimo. Il monopolio del podio in una tappa di Coppa del Mondo non è solo un successo sportivo: è un messaggio. Significa che l’Italia non ha una sola punta di diamante, ma un’intera generazione di atlete in grado di competere ai massimi livelli. Significa che il lavoro dei tecnici, dei preparatori e delle società sta producendo frutti concreti. Significa, soprattutto, che la spada femminile italiana è oggi un riferimento mondiale. Con Milano-Cortina sullo sfondo e una stagione internazionale ancora lunga, il risultato di Wuxi rappresenta una spinta morale e tecnica enorme. Rizzi, Santuccio e Fiamingo non hanno solo vinto: hanno dimostrato che l’Italia può ambire a dominare la scena mondiale, non episodicamente, ma con continuità. E se è vero che ogni grande impresa sportiva nasce da un equilibrio tra talento, sacrificio e visione, allora questa tripletta azzurra è il manifesto perfetto di ciò che la scherma italiana sa essere quando tutto funziona: un’eccellenza che non smette di riscrivere la storia.









