
LAGO di VICO – L’attesa snervante, durata settimane in una sospensione carica di silenzioso dolore, ha trovato la sua cupa e definitiva conclusione nelle profondità del Lago di Vico. L’invaso vulcanico, incastonato tra i fitti boschi e le alture silenziose del Viterbese, ha infine restituito la salma di Eugenio Roccella, settantaquattrenne docente e marito della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, le cui tracce si erano del tutto perse dallo scorso ventisette giugno. Una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso la comunità locale e le istituzioni, trasformando uno dei bacini più suggestivi dell’Italia centrale nel teatro di un’imponente quanto estenuante operazione di perlustrazione. Le ricerche, protrattesi per un tempo apparentemente infinito, hanno dovuto fare i conti con le insidie peculiari del lago, un ambiente acquatico le cui caratteristiche orografiche e limnologiche rendono ogni esplorazione un’impresa d’estrema perizia. La conca di Vico, con i suoi fondali melmosi, le correnti fredde e la scarsissima visibilità subacquea causata dai depositi sedimentari stratificati nei secoli, ha eretto una barriera quasi insuperabile alle tradizionali squadre di sommozzatori. Per penetrare l’oscurità dei fondali è stato necessario fare ricorso a una regia tecnologica d’avanguardia: l’impiego di sofisticati robot subacquei filguidati (ROV) e di sonar a scansione laterale capaci di mappare millimetricamente le anfratti più recondite della depressione lacustre. È stato proprio grazie ai segnali acustici restituite dalle apparecchiature ad alta frequenza che gli specialisti dei Vigili del Fuoco sono riusciti a individuare la sagoma dell’uomo, giacente a una profondità tale da richiedere manovre di recupero chirurgiche e prive di margine d’errore. Il ritrovamento pone fine a un mese e mezzo di angosciose congetture, restituendo ai familiari un corpo su cui piangere e la possibilità di celebrare il solenne commiato. Restano tuttavia da chiarire le esatte dinamiche che hanno condotto all’inabissamento, compito che spetterà agli accertamenti medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria nelle prossime ore. La tragica scomparsa di Eugenio Roccella lascia un vuoto profondo non soltanto nella sfera privata dei suoi cari, ma anche nel panorama intellettuale che lo vedeva figura stimata, mite e riservata. Il Lago di Vico, specchio d’acqua normalmente celebrato dalla letteratura per la sua atavica e placida bellezza, si tinge così di un’ombra tragica, ricordando all’essere umano la forza insondabile ed erculea della natura. Nel momento del doloroso riaffiorare della verità dalle acque, la solidarietà delle istituzioni e della società civile si stringe attorno alla famiglia, composta e unita di fronte al calare definitivo del sipario su una vita stroncata nel silenzio dei fondali.









