martedì, Dicembre 9, 2025
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L’affermazione “Gli affari sono affari”è valida pur se si sono conclusi in Francia

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Il Presidente dell’ Ucraina Zelensky è stato per alcuni giorni in visita in Francia. Si è trattato di una trasferta messa in agenda dal suo ospitante Macron da tempo, ragion per cui non è il caso di azzardare ipotesi fantasiose. Volendo così poter pensare a mente sgombra che il premier dello stato confinante con la UE più a est si sia recato a Parigi, capitale del primo stato della UE se si arriva nel Vecchio Continente dall’Oceano Atlantico per motivi diversi da quelli ufficiali.
Nè, molto probabilmente, Zelensky ritiene che Macron sia
l’ultimo Capitano coraggioso pronto a schierarsi validamente al suo fianco, anche a costo di creare dissapori a Bruxelles e in altre capitali europee. La risposta arriva da una situazione facilmente comprensibile, in specie se a commentarla è un anziano che ha potuto, meglio dovuto, osservare ben altro. Dunque, restringendosi il brodo, a Zelensky è rimasto tra le mani – è proprio il caso di poterlo affermare – una sorta di fattura pro forma per l’acquisto da parte di Kiyev di cento aerei militari di fabbricazione francese. Particolare non trascurabile: il saldo della “proforma” appena citata dovrà avvenire “a richiamo” della UE e dei suoi membri per disposizione di Mr.Trump, giusto quanto convenuto a settembre alla riunione di Washington. In tal modo un bel pò di finanza fresca entrerà nelle casse dell’ Eliseo e anche il biondo inquilino della Casa Bianca potra gloriarsi della sua ascendenza sulla UE, come sull’ Inghilterra. Si ripropone in tal modo l’interrogativo se Trump e quanti lo contornano conoscano i veri argomenti delle Scienze delle Finanze e della Contabilità di Stato. Una cosa è certa: la montagna di denaro occorrente per finanziare sia l’Ucraina che Israele non potrà provenire dallo stock corrente, essendo lo stesso appena sufficiente a soddisfare le necessità globali. Più precisamente di quasi tutti i paesi in cui il mondo è diviso. Sarà così inevitabile che le banche centrali dovranno stampare cartamoneta avente le stesse caratteristiche di un assegno tratto su un conto corrente privo della necessaria dotazione di fondi. In quanto fin qui scritto non c’è stata l’occasione per presentare alcuni degli attori principali dei drammi – per ora non ancora tragedie – causati anche a paesi con i conti in ordine e con la produttivitá in crescitá. È proprio l’aver lasciato, da parte dei vari governi che si sono succeduti dall’inizio del secolo, che la stessa era arrivata molto vicina allo 0: attualmente cammina sulla strada giusta, purtroppo a velocitá troppo ridotta rispetto a quella di crociera. Per aprire il cuore alla speranza di ricominciare a crescere in maniera congrua, occorrerá ancora tempo. Combattere per riportare quell’andamento a livelli fisiologici, solo questo è cio che, al momento, è possibile fare. E non sarà tanto facile.

 

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