mercoledì, Ottobre 7, 2026
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L’arcata della rinascita: il nuovo manufatto sull’Argentina ricuce il paesaggio e presidia il flusso delle acque

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Inviato Ivar BAZZANI

TAGGIA – Un’opera d’ingegno infrastrutturale s’erge da oggi a presidio e congiunzione delle due sponde del torrente Argentina, coronando un disegno d’ampio respiro che fonde la salvaguardia dell’ecosistema fluviale con le più ardite istanze di mobilità sostenibile. L’inaugurazione del nuovo ponte ciclopedonale non costituisce un mero atto formale di taglia-nastro, bensì il coronamento d’un imponente piano di riqualificazione costato oltre diciassette milioni di euro, risorsa idonea a riscrivere la geografia funzionale di questo scorcio di Ponente ligure. Il manufatto s’incardina come tessera cruciale nel mosaico della Ciclovia Tirrenica, l’ambizioso tracciato destinato a cucire la dorsale marittima attraverso una rete di scorrimento lento, sottratta alla morsa del traffico e al logorio dei carburanti fossili. L’ingegneria dell’attraversamento risponde a criteri di elegante essenzialità, in grado di armonizzarsi con le linee del paesaggio senza sopraffarlo, offrendo a viandanti e ciclisti un corridoio privilegiato al riparo dalle perigliose promiscua commistioni con la viabilità ordinaria. Oltre l’impatto scenografico e la vocazione turistica, il vero cuore pulsante dell’opera risiede nell’imponente sforzo di messa in sicurezza idraulica. Il corso dell’Argentina, storicamente caratterizzato da repentini sbalzi di portata e minacciose piene stagionali, è stato oggetto di una profilatura mirata, volta ad ampliare la sezione di deflusso e a consolidare le arginature sottostanti. L’eliminazione di vecchie strozzature e la collocazione di campate ad altissimo tirante garantiscono una resistenza ottimale contro i fenomeni pluviometrici estremi, riducendo drasticamente il rischio d’esondazione per i centri abitati limitrofi. Questa felice sintesi tra tutela del suolo e fruizione del territorio dimostra come le risorse pubbliche, se indirizzate con visione prospettica, possano tradursi in opere durature e rigenerative. La passerella sull’Argentina cessera d’essere un semplice luogo di transito per assurgere a belvedere della contemporaneità: un’infrastruttura dove la memoria delle piene incontra la serenità d’un passo lento, restituendo alla collettività un rapporto pacificato e consapevole con la propria matrice naturale.

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