martedì, Agosto 11, 2026
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L’ARTE FIGULINA MERIDIONALE: DALLE CONTAMINAZIONE DELLA SCUOLA DI CAPODIMONTE ALLA SCUOLA DI GROTTAGLIE IN PUGLIA.

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L’immagine di copertina opera dell’l’Architetto prof. Mario Urbani,  la coppa dorata che la Scuola “ si onorò di offrire al Duce” quando il 4 settembre 1934 discese dal treno presidenziale alla nostra stazione per proseguire in automobile per Taranto. 

Di ceramiche del De Rossi prodotte negli anni in cui la Scuola fu chiusa per essere riaperta e affidata alla direzione del De Simone non vi è famiglia gentilizia o agiata di Grottaglie che non ne abbia. Sono mensole e mensoloni di forte modellazione verniciale in bianco od in terracotta patinata, e vasi, cornici per specchi o quadri, decorati con lo stile floreale a tutto rilievo allora in fran voga, coloriti con sapienza,morbidi e lucenti per la bella vetrina. Il senso artistico della disposizione rende pregevoli queste ceramiche destinate alla conquista dei mercati con la notevole appariscenza che faceva colpo. A lui si devono diverse innovazioni.

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Tipica è quella del marmorizzato. Sull’oggetto appena ingobbiato vanno spruzzati colori misti ad un poco di pasta da ingobbio ( in modo da renderli alquanto plastici) e girati in ogni senso e scrollati.I colori, col bianco del fondo ingobbio si mescolano senza fondersi, ottenendo talvolta risultati molto graditi alla vista. E’ un genere di decorazione economico quanto vivace, che perviene a contrasti di tinte molto più evidenti di quelli ottenuti con la “ pasta a prosciutto” ( miscuglio di paste colorate) di Napoli, ed a Grottaglie rifatta da La Pesa, senza richiedere gli

a Grottaglie rifatta da La Pesa, senza richiedere gli esperimenti indispensabili per una buona lavorazione di quest’ultima.

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Vincenzo Marseglia ed Anselmo De Simone sono gli ultimi due artisti, che hanno coltivato il proprio estro creativo all’internodel  Regio Museo artistico industriale di Napoli e nella Regia Scuola di Ceramica di  Grottaglie,prima Vincenzo Marseglia nasce a Grottaglie il 5 Luglio 1893 e qui muore il 3 Luglio 1918, “anima mite e dolce”lo definisce il Calò,di soave temperamento artistico.

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Marseglia avvia i suoi studi artistici presso il Regio Museo artistico industriale di Napoli nella sezione Ceramica, fine nel gusto come nella personalità artistica, eseguì oltre che pregevoli decorazioni, alcune delle quali conservate nel Museo dell’Istituto, delle riproduzioni di somme opere d’arte con fedeltà ed interpretazione straordinarie. Nella collezione  della famiglia Calò erano conservate le mattonelle (in foto sopra) di “Mosè ed Aronne alla presenza di faraone” e il “ silenzio amoroso”, del Cremona oltre a due mattonelle in cui eseguì con rara perizia,prosegue il prof. Cosimo Calò, i ritratti in bianco e nero del Dott. Vincenzo Calò e della moglie.

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Anselmo De Simone, diresse la Regia Scuola Ceramica dal 1902 al 1919.Uomo di ingegno vivacissimo artista nella concezione e nel sentimento, dotò la Scuola di un impianto completo di macchine da impasto, di molini e di forni, un insieme che costituiva, per la tecnica del tempo, la sistemazione ideale per la produzione di ceramiche artistiche. Modellatore di eccezione, disegnatore accuratissimo, decoratore minuzioso e sapiente, lasciò numerosissimi lavori tra i quali “il presepio” eseguito su mattonella ed il vaso in terracotta (in foto) con sapiente bassorilievo riproducente l’allegoria dell’Aurora, entrambi conservati nella collezione Calò. Fu indifferentemente pittore, disegnatore, modellatore, stuccatore, direttore di istituto e capace maestro oltre che scrittore. Concluso con Anselmo De Simone il primo percorso attraverso le personalità guida , che da lì a poco, avrebbero dato forma alla “ Scuola di Grottaglie grottagliese” (cit. Silvano Trevisani) Cosimo Calò ci guida nella storia e nella leggenda sulla nascita dell’arte della Ceramica, introducendo Ceramus figlio di Bacco ed Arianna che secondo alcuni era il prototipo ed il protettore dei vasai, nome imposto al quartiere di Atene occupato dai ceramisti, per passare ad Omero, che, descrive la danza di Arianna, paragonando la velocità dei giovani e delle giovani  formanti cerchio a quella che il vasaio imprime alla ruota del suo tornio.

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Vasai che mentre lavoravano a mettere fuoco al forno scorsero Omero e lo invitarono a cantar loro dei versi promettendogli, quale prezzo della sua compiacenza, qualche vaso. Ed Omero cantò “Minerva io ti invoco! Compari qui e presta la tua mano abile al lavoro del forno; che i vasi che vi debbono uscire, e soprattutto quelli destinati alle cerimonie religiose, anneriscano a punto; che tutti si cuocciano al grado di fuoco conveniente e che, venduti caramente siano ed in gran numero sui mercati e nelle vie della nostra città; infine che essi siano per i vasai una fonte abbondante di profitto e per me una  occasione nuova per cantarli. Ma se voi volete ingannarmi o spudorati, io  invoco contro i vostri forni i flagelli più terribili: e SYNTRIPS  E SMARAGOS e ASBETOS e ABACTOS  e soprattutto OMODAMOS, che più di ogni altro è il distruttore dell’arte che voi professate.

Che il fuoco divori la vostra fabbrica,che tutto ciò contiene il forno si mescoli e si confonda senza scampo, e che il vasaio tremi di terrore  a questo spettacolo; che il forno faccia sentire un rumore simile a quello che fanno le mascelle di un cavallo irritato, e che tutti i vasi fracassati, non siano più che un ammasso di cocci “.Si chiude l’approfondita analisi di Calò, con il dovuto e doveroso riconoscimento alla Regia Scuola della Ceramica, che fu elemento “scintilla” della nascita della “ Scuola di Grottaglie o grottagliese”, con le immagini delle tipologie produttive della produzione figulina e delle conclusioni del prof. Calò, concludiamo questo percorso conoscitivo, riprendendo dal primo direttore della Scuola di Ceramica il prof. Camillo Rossi a cui, dopo la sua morte nel 1898, la direzione venne affidata, 1902, al già citato prof. Anselmo De Simone e a seguire, il prof. Gennaro Conte, l’Architetto prof. Mario Urbani, il prof. G. Carlo Polidori, il prof. Ennio Paoloni. L’architetto Urbani dette alla Scuola l’indirizzo artistico consono ai tempi, e produsse ceramiche belle per concezione artistica e per tecnica dell’Urbani è la coppa dorata che la Scuola “ si onorò di offrire al Duce” quando il 4 settembre 1934 discese dal treno presidenziale alla nostra stazione per proseguire in automobile per Taranto.2 (6)

Appuntamento con le prossime pubblicazione sull’’arte figulina meridionale, e delle contaminazione della scuola di Capodimonte sulla scuola di Grottaglie in Puglia, in cui esponenti più noti , sono stati Vincenzo e Cosimo Calò, che abbiamo raccontato, favorito e promosso la formazione professionale didattica ed artistica di pittori e scultori come Gennaro Lupo, Annibale Arces , Ciro Fanigliulo, Ciro Francesco D’Amicis, Giuseppe Spagnulo.  Solo alcuni della rinomata Scuola Grottagliese, riviste ed approfondite attraverso le loro opere ed il relativo   percorso didattico-artistico.

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(1) “La Pesa”- un maestro grottagliese. Profilo documentato del ceramista. Brittanico -Ligorio-Spagnulo. Edizioni Esperedi.(immagine opere di La Pesa)

(2) “ I FIGULI DI GROTTAGLIE- arti grafiche Gr. Uff. F. Cressati-Noci (Bari) 1937-Anno XV”. (immagine opere di La Pesa)

(3) In “ Vincenzo Calò” di Roberto Burano –Scorpione Editore 2014.(foto-Ritratto fotografico Cav. Dott. Vincenzo Calò e la moglie Francesca Parabita)

(4) Daniela De Vincentis in Ciro Fanigliulo -il Maestro del colore. Pittori del XX secolo: La scuola di Grottaglie. Catalogo mostra 2006.

(5) Rosario Quaranta in “Il secolo XX: la schiera dei pittori grottagliesi. Catalogo mostra 2004 dell’artista Annibale Arces.

                                                                                                                       

 

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