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Il 10 gennaio 2026 su X è stata condivisa la foto di una ragazza che di notte, in una strada innevata, accende una sigaretta con il ritratto in fiamme dell’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema dell’Iran.

«Sincera ammirazione per il coraggio di questa donna», commenta l’autore del post, «facile dirsi coraggiosi in Italia, difficile è esserlo in Iran e fare una cosa simile, rischiando di essere torturata e uccisa».

A fine dicembre 2025 in Iran sono scoppiate manifestazioni a causa delle difficoltà economiche del Paese, che nel corso dei giorni si sono trasformate in un movimento di massa contro il regime degli ayatollah.

Le autorità hanno minacciato azioni severe in risposta alle proteste.

Ad oggi, secondo le organizzazioni umanitarie, i manifestanti uccisi sono migliaia ed incalcolabili gli arresti.

La foto è stata presentata in maniera fuorviante.

Lo scatto è stato pubblicato in origine l’8 gennaio 2026 su X dall’utente «@melianouss» che nella biografia si identifica come una «femminista radicale» con base a Toronto, in Canada.

Il giorno successivo, sempre su X, ha condiviso anche il video della scena.

L’utente non ha mai scritto di trovarsi in Iran. La foto è stata infatti scattata in un parcheggio a Oak Ridges, nella città d i Richmond Hill, a nord di Toronto, come verificato dai fact-checker portoghesi di Agência Lusa.

«Non ho mai affermato di essere in Iran», ha raccontato all’agenzia di stampa portoghese Lusa la donna della fotografia, che si chiama Melika Barahimi ed è una rifugiata iraniana in Canada.

«Ho scattato la foto per dimostrare che sono contro questo regime, da cui sono fuggita nel marzo 2025, perché la mia vita era in pericolo dal momento che sono stata condannata a molti anni di carcere, ma ho ancora dei familiari lì», ha detto Barahimi.

Sullo scatto, diventato immediatamente uno dei simboli degli eventi in corso in Iran, è circolato almeno un altro filone disinformativo, che descrive l’immagine come una foto risalente al 2022 e scattata da una donna «ebrea canadese».

 

NOTA:
Perché non identificare, processare, punire, chi realizza e poi diffonde notizie false, immagini false, situazioni false, spacciandole per vere ?
La produzione, l’utilizzo, la distribuzione di moneta falsa è un reato..
Quella delle notizie invece no ?

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