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LE MURA GRECHE DI PIAZZA BELLINI: 2400 ANNI NASCOSTI TRA UN CAFFÈ E L’ALTRO

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Per tantissimo tempo, a Napoli, quelle pietre di Piazza Bellini sono state solo “le rovine”.

Ci passavi davanti per andare a prendere un caffè, ti sedevi su un gradino a parlare con gli amici, magari ci appoggiavi pure la busta della spesa, qualcuno le usava come cestino, nessuno sapeva bene cosa fossero. Mura antiche, sì, ma di chi? Di quando? Un altro angolo dimenticato della città.

Oggi invece quelle stesse pietre hanno un nome, una data e una storia che toglie il fiato.

Non sono mura qualunque, sono Neapolis.
Quelle che vediamo oggi fanno parte della cinta difensiva della città greca, siamo nel IV secolo a.C. Prima dei Romani, prima dell’Impero, prima che Napoli diventasse “Napoli” come la intendiamo noi.

I greci di Neapolis le alzarono con blocchi di tufo piroclastico, la pietra gialla della città, dovevano proteggersi, fuori c’erano guerre, assedi, pericoli, dentro c’era una città viva, che commerciava, che studiava, che guardava al mare.

E quelle mura hanno retto, ai terremoti, alle invasioni, ai secoli. Il bello è che non sono finite in un museo, sono rimaste lì, in mezzo a noi.
Oggi a Piazza Bellini puoi fare due cose contemporaneamente: ordinare un espresso al banco e appoggiare la mano su una pietra che ha 2400 anni, puoi ridere con gli amici e, due metri più in là, toccare la stessa difesa che teneva al sicuro i primi napoletani.

Non serve il biglietto, non serve la guida con le cuffiette, a Napoli la storia non è chiusa dietro un vetro, è sotto i piedi, tra i tavolini, tra i murales e le chitarre dei ragazzi.

Certo, per anni sono state trascurate, sporche, piene di scritte, usate male, poi piano piano si è capito, sono state pulite, valorizzate, raccontate, perché quando capisci cosa hai davanti, non puoi più trattarlo come spazzatura. Napoli, non ha bisogno di cartelloni giganti per farti capire quanto è antica, basta fermarsi un secondo.

La prossima volta che passi da Piazza Bellini, alza gli occhi dal telefono e guarda quelle mura, pensa che chi le ha messe lì non immaginava bar, università e concerti, immaginava solo di difendere la sua città. E quella città è ancora qui.

Voi lo sapevate che ogni volta che fate l’aperitivo a piazza Bellini siete seduti accanto ai Greci?

Antonietta Cacace

mura greche panoramio

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