
LIGURIA – Una cappa plumbea e minacciosa avvolge nuovamente il litorale ligure, trasformando la Liguria in un teatro di battaglia dove la furia degli elementi detta legge senza incontrare resistenza alcuna. Le lancette del tempo sembrano essersi fermate a un incubo ricorrente: il torrente Lavagna, viscido e tracimante nella provincia di Genova, è tornato implacabilmente a esondare, rigurgitando fanghiglia e detriti oltre gli argini fragili e seminando il panico tra i residenti delle aree vallive. Non è soltanto la terra a tremare e a cedere sotto il peso di precipitazioni torrenziali, poiché anche lo specchio acqueo antistante la costa regala visioni apocalittiche e ancestrali. Al largo delle rinomate e turistiche località di Santa Margherita Ligure e Portofino, maestose trombe marine si sono levate minacciose dalla superficie del mare, sollevando colonne d’acqua schiumosa e terrorizzando i naviganti con la loro spettrale imponenza. La violenza cieca del nubifragio ha preteso d’imperio anche lo stop immediato alle manifestazioni agonistiche, costringendo gli organizzatori a decretare la sospensione ufficiale del Giro Lunigiana a causa dell’impraticabilità dei percorsi e del pericolo incombente lungo le strade allagate. Nel frattempo, l’Arpal ha provveduto a prolungare tempestivamente lo stato di allerta gialla, estendendolo sull’intero settore centro-levante della regione sino alle ore ventuno della giornata odierna. I vigili del fuoco e le squadre di protezione civile operano senza sosta tra scantinati sommersi, alberi divelti e frane improvvise che strangolano la viabilità locale, isolando frazioni montane e costringendo le comunità a fare i conti, ancora una volta, con la vulnerabilità cronica di un territorio magnifico quanto fragile.









