giovedì, Settembre 10, 2026
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L’OMBRA DEL PUGNALE SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO Roma, sferra quattro fendenti all’ex moglie e scappa con il ragazzino: catturato al termine di una caccia all’uomo durata sette ore

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ROMA – Un’aggressione cieca, fulminea, consumata nell’ombra raggelante di un rancore mai sopito e consumatasi davanti agli occhi terrorizzati di un adolescente. A Roma, il dramma si è compiuto nell’arco di pochissimi istanti: un uomo si è scagliato contro l’ex moglie, brandendo una lama con cui l’ha colpita ripetutamente prima di strappare il figlio minorenne al contesto del ferimento e darsi a una fuga disperata nel tessuto urbano della capitale. L’allarme non è scattato immediatamente sul luogo dell’aggressione, ma ha preso forma tra le pareti sterili e asettiche del pronto soccorso, dove la vittima è giunta insanguinata ma ancora cosciente. A chiamare le forze dell’ordine sono stati proprio i sanitari di presidio: nel refertare le lesioni, i medici hanno constatato come i quattro fendenti affondati nell’addome e nel torace della donna non ne abbiano reciso le arterie vitali unicamente per una pura quanto fortunata casualità anatomica. Una manciata di millimetri ha separato la tragedia dal femminicidio. Mentre la donna veniva sottoposta alle cure d’urgenza per stabilizzarne il quadro clinico, sul territorio si scatenava un dispositivo di ricerca imponente. Per ben sette ore, le pattuglie hanno perlustrato la rete stradale capitolina, incrociando le segnalazioni dei lettori targa, setacciando le celle telefoniche e pattugliando i luoghi d’approdo abituali dell’uomo. L’angoscia principale degli inquirenti era rivolta alla sorte dell’adolescente, involontario testimone dell’orrore e potenziale ostaggio di una fuga priva di razionalità. La serrata battuta di caccia si è conclusa soltanto al calare dell’oscurità, quando gli agenti sono riusciti a individuare e stringere d’assedio il fuggiasco, bloccandolo prima che potesse far perdere ulteriormente le proprie tracce o compiere atti inconsulti. Il ragazzo, visibilmente prostrato e in stato di forte shock per aver assistito alla violenza e vissuto ore di totale incertezza al fianco del padre, è stato immediatamente preso in custodia dai servizi di tutela e riaffidato alle cure della rete familiare. Mentre l’aggressore si trova ora riposto in stato di fermo a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio aggravato, la comunità romana si ritrova a fare i conti con l’ennesimo capitolo di violenza di genere, consumato nell’ennesimo scenario d’intimità infranta e trauma infantile.

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