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Londra contro Kanye West: il governo Starmer valuta il divieto d’ingresso per il rapper antisemita

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Il governo britannico e l’opinione pubblica d’oltremanica si schierano compatti contro lo sbarco di Kanye West a Londra. Il rapper statunitense, atteso come headliner al prestigioso Wireless Festival di Finsbury Park tra il 10 e il 12 luglio, è finito al centro di una violenta bufera politica che minaccia di trasformare l’evento musicale in un caso diplomatico. Al centro della disputa ci sono le posizioni antisemite dell’artista, culminate nel 2025 con la pubblicazione del provocatorio brano “Heil Hitler” e la commercializzazione di abbigliamento recante simboli nazisti.

Le reazioni dai piani alti di Westminster non si sono fatte attendere, sollevando un polverone che ha raggiunto i vertici del potere. Il Primo Ministro Keir Starmer ha espresso profonda preoccupazione per la presenza del rapper, mentre dal fronte conservatore giungono richieste esplicite di negare il visto d’ingresso a West, ricalcando il precedente dell’Australia che già lo scorso anno aveva sbarrato le porte all’artista. La ministra dell’Istruzione, Bridget Phillipson, ha rincarato la dose definendo le condotte di West “disgustose” e ribadendo che nel Paese non può esserci alcuno spazio per il bigottismo e l’odio etnico o religioso.

Le ripercussioni economiche per il festival, che attira circa 50.000 persone al giorno, sono già tangibili e pesanti. La fuga degli sponsor ha assunto le proporzioni di un vero esodo: giganti come Pepsi, il gruppo Diageo e PayPal hanno già ritirato il proprio sostegno finanziario e d’immagine, non volendo in alcun modo essere associati a un evento che il Board of Deputies of British Jews accusa di voler “trarre profitto dal razzismo”. Anche le autorità locali di Haringey sono sul piede di guerra, minacciando controlli serrati sulle licenze per impedire che il palco di Londra diventi una piattaforma per messaggi offensivi.

Nonostante il rapper abbia tentato di giustificare le proprie azioni passate parlando di crisi legate al disturbo bipolare, il mondo politico e associativo inglese sembra non voler concedere sconti. Sebbene West continui a dominare le classifiche globali e a registrare il sold-out ovunque si esibisca, il Wireless Festival si trova oggi davanti a un bivio drammatico. Tra la pressione istituzionale e il rischio di un crac finanziario, l’ombra di una cancellazione definitiva dell’evento si fa ogni ora più concreta, segnando forse il punto di non ritorno per la carriera europea dell’artista.

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