
ROMA – Il rifugio di un focolare domestico, che avrebbe dovuto garantire riparo e protezione, si è trasformato d’un tratto nel teatro di un incubo indicibile. Accade nel perimetro periferico di Santa Palomba, all’estremità meridionale della capitale, dove una vicenda di squallore e sopraffazione ha lacerato la quiete apparente di un palazzo abitato da famiglie e lavoratori. Un uomo di settantacinque anni, con una posizione d’accoglienza precaria poiché era irregolare sul territorio nazionale e ospitato per mere ragioni di sussistenza, si è reso protagonista di un gesto abietto ai danni di una bambina, la figlia minorenne del suo stesso coinquilino. Sfruttando un attimo di assenza degli altri abitanti dell’immobile e confidando nell’impunità garantita dall’isolamento, il vegliardo ha tratto in inganno la piccola, consumando un’aggressione carnale orribile tra le pareti di casa. A sventare il protrarsi della nefandezza è stato l’improvviso e fortuito rientro del genitore. Il padre, insospettito dal silenzio innaturale e da piccoli rumori anomali provenienti dalla stanza da letto, si è trovato dinanzi a una scena raccapricciante: la propria creatura stretta nella morsa dell’anziano ospite. Senza esitare, l’uomo è intervenuto con veemenza per strappare la figlia dalle mani dell’aggressore, mettendo in salvo la piccola e bloccando ogni tentativo di fuga del malintenzionato, prima di allertare immediatamente le forze dell’ordine tramite il numero unico di emergenza. Nel giro di pochissimi minuti, gli equipaggi delle pattuglie sono giunti sul posto, mettendo in sicurezza la giovane e ponendo i fermagli ai polsi del presunto responsabile. La bambina, fortemente provata e in stato di profondo shock emotivo, è stata subito affidata alle cure del personale sanitario del 118 per i primi riscontri medici e il necessario supporto psicologico. L’anziano, la cui presenza in Italia è risultata del tutto sprovvista di validi titoli di soggiorno, è stato condotto in caserma per le formalità di rito. Su disposizione dell’autorità giudiziaria capitolina, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore. Nel quartiere, intanto, resta la rabbia ferace e lo sgomento per un episodio di tale crudeltà consumato nell’ombra della marginalità urbana.









