giovedì, Settembre 10, 2026
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L’uscita di Piedigrotta: la “Grotta nuova” che unì Napoli a Fuorigrotta

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Una foto dei primi del ‘900 racconta la galleria prima dei grandi ampliamenti

Guardando questa immagine in bianco e nero vediamo l’uscita lato Fuorigrotta della galleria di Piedigrotta, quella che allora si chiamava semplicemente “Galleria 1884”. Siamo nella via che solo qualche decennio dopo prenderà il nome di via Caio Duilio, una delle arterie del quartiere dedicate ai personaggi dell’antica Roma. 

La foto mostra sullo sfondo il buio del tunnel, davanti i binari a raso e, a fianco, una carrozza a cavalli ferma al margine della carreggiata. Sopra i fili per il tram e una lampada a globo: siamo già nell’epoca in cui il collegamento tra il centro e Fuorigrotta non era più solo pedonale, il tracciato era nato per alleggerire la vecchia Crypta Neapolitana, la galleria romana che da secoli collegava Napoli ai Campi Flegrei. 

La foto è databile ai primi anni del ‘900: l’abbigliamento del cocchiere, la carrozza e l’assenza di auto moderne lo confermano, in quel periodo la galleria era ancora stretta, pensata soprattutto per tranvie e pedoni. Tra il 1882-1884: viene scavata “la Grotta nuova” in pieno periodo di Risanamento di Napoli, per dare uno sbocco più largo e praticabile verso Fuorigrotta, venne inaugurata nel 1885 insieme all’estensione della tranvia a cavalli da Pozzuoli fino a piazza San Ferdinando.
Nel 1936 con la retorica fascista prende il nome di Galleria IX Maggio, in ricordo della proclamazione dell’Impero.
Nel 1939-1940: i due ingressi, quello di Piedigrotta e quello di Fuorigrotta, vengono “debitamente ampliati” con lavori importanti che portano la galleria alle dimensioni che vediamo oggi. L’intervento serviva a reggere il traffico automobilistico in crescita e a collegare meglio il nuovo Rione Occidentale.
Il 6 luglio 1945: dopo la Liberazione, in onore dell’insurrezione popolare del 27-30 settembre 1943, la galleria viene ribattezzata Galleria delle Quattro Giornate, nome che porta ancora. 

La vecchia Crypta, ormai troppo bassa e stretta, fu abbandonata definitivamente nel 1882. Oggi la galleria misura poco più di 700 metri e, insieme alla più giovane Galleria Laziale inaugurata nel 1925, resta la via più rapida per collegare Piedigrotta a Fuorigrotta e a Pozzuoli. Quando Fuorigrotta venne urbanizzato nel periodo fascista, molte strade presero nomi romani: viale Augusto, via Giulio Cesare, via Lepanto e via Caio Duilio, per cui l’uscita della galleria finì così per immettersi direttamente in quella che sarebbe diventata una delle strade principali del quartiere.  All’epoca la galleria era fiancheggiata anche da due ascensori che portavano i pedoni su a via Villanova, sull’antico borgo di Posillipo. Oggi non esistono più. 

 

Questa immagine è quindi una fotografia di passaggio: Napoli che esce dalla dimensione ottocentesca della carrozza e del tram a cavalli, ed entra nel Novecento delle grandi opere e dei nuovi quartieri. I due imbocchi, una volta allargati tra il 1939 e il 1940, hanno trasformato un semplice traforo in una delle porte fondamentali tra il centro e l’area occidentale della città.

Antonietta Cacace

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