Il numero continua a crescere e con esso l’orrore. Sono 45 le carcasse di cani ritrovate nelle campagne della provincia di Macerata, molte delle quali – secondo quanto denunciato – legate e sgozzate. Un quadro che, con il passare delle ore, assume i contorni di un possibile massacro seriale. A rilanciare l’allarme sono l’animalista Enrico Rizzi ed Emilio Borrelli, che chiedono alle autorità un intervento immediato e un impegno straordinario di uomini e mezzi. «Quarantacinque vite innocenti – dichiarano – uccise con una ferocia sistematica che non può restare senza un colpevole. Non è più tollerabile il silenzio né l’assenza di risposte».
L’allarme: “Priorità assoluta alle indagini”
Secondo quanto denunciato, i ritrovamenti sarebbero avvenuti in più punti del territorio provinciale. Le modalità – animali legati e uccisi – farebbero ipotizzare un’azione reiterata nel tempo. Gli animalisti parlano apertamente di un soggetto “socialmente pericoloso” e chiedono che il caso venga posto in cima alle priorità investigative.
Tra le richieste avanzate:
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indagini a 360 gradi;
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controlli intensificati sul territorio;
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massimo impiego di forze dell’ordine;
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individuazione immediata dei responsabili.
Rizzi ha inoltre annunciato la possibilità di recarsi personalmente sul posto per seguire gli sviluppi della vicenda e mantenere alta l’attenzione pubblica. La notizia ha generato forte sconcerto tra cittadini e associazioni. Il timore è che, fino all’individuazione del responsabile o dei responsabili, il fenomeno possa continuare. «Fino a quando non verrà fermato – affermano – nessun animale e nessuna comunità potrà sentirsi al sicuro». Al momento non sono stati resi noti dettagli ufficiali sull’andamento delle indagini né eventuali piste seguite dagli inquirenti. Gli accertamenti dovranno chiarire tempi, modalità e collegamenti tra i diversi ritrovamenti, verificando se si tratti effettivamente di un’unica mano o di episodi distinti.
Le associazioni chiedono una risposta rapida e trasparente. «Giustizia per questi 45 cani. Subito», è l’appello rilanciato nelle ultime ore. L’inchiesta ora entra in una fase cruciale: sarà determinante il lavoro investigativo sul territorio, l’analisi forense delle carcasse e la raccolta di eventuali testimonianze o immagini utili. Una vicenda che scuote profondamente la provincia di Macerata e che pone interrogativi urgenti sulla sicurezza e sulla tutela degli animali.









