
Dalle scintille al panico: un dipendente evita la strage con un estintore. Sotto accusa ancora una volta le candele pirotecniche e i materiali infiammabili nei locali della movida.
MADRID – Dieci giorni esatti. Tanto è bastato perché il fantasma della strage di Crans-Montana tornasse a materializzarsi, questa volta nel cuore pulsante di Madrid. In un noto locale sul Paseo de la Castellana, la scena che ha rischiato di trasformarsi in un’altra ecatombe è stata la fotocopia di quella avvenuta la notte di Capodanno in Svizzera: bottiglie di champagne, musica ad alto volume e decine di candele scintillanti agitate nell’aria. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è divampato intorno alla mezzanotte di martedì 13 gennaio. Alcuni clienti, intenti a festeggiare, avrebbero sollevato le fontane luminose le cosiddette “sparklers” troppo vicino a decorazioni pendenti dal soffitto o a pannelli fonoassorbenti. In pochi istanti, le scintille hanno innescato una fiammata che ha risalito le pareti. I video diffusi sui social network mostrano una scena surreale: mentre il fuoco iniziava a lambire il soffitto, alcuni clienti continuavano a ridere e ballare, ignari del pericolo imminente, proprio come documentato nei verbali della tragedia de Le Constellation a Crans-Montana. A differenza del dramma svizzero che ha causato 40 morti e oltre 100 feriti a causa di vie di fuga ostruite e materiali plastici tossici a Madrid la catastrofe è stata evitata per un soffio. Un dipendente del locale, con una prontezza di riflessi decisiva, ha impugnato un estintore e domato il focolaio prima che si innescasse il fenomeno del flashover l’incendio generalizzato improvviso. “Abbiamo visto il soffitto accendersi e abbiamo pensato subito ai ragazzi morti in Svizzera,” racconta un testimone italiano presente nel locale. “C’è stato un momento di gelo totale, poi la corsa verso l’uscita. Siamo vivi per miracolo e per la prontezza di quel cameriere.” L’incidente di Madrid riapre una ferita ancora aperta in tutta Europa. Solo pochi giorni fa, il 9 gennaio, la Svizzera celebrava il lutto nazionale per le vittime di Crans-Montana, dove il poliuretano espanso del soffitto si era trasformato in una trappola mortale in meno di due minuti. Le autorità spagnole hanno ora posto i sigilli al locale della Castellana per verificare la conformità dei materiali. Il quesito che rimbalza tra gli investigatori e l’opinione pubblica è inquietante: perché, nonostante l’orrore ancora fresco di Crans-Montana, si continuano a utilizzare fiamme libere e fuochi d’artificio in ambienti chiusi e potenzialmente infiammabili? Il Ministero dell’Interno spagnolo, in coordinamento con le autorità europee, sta valutando una stretta senza precedenti sull’uso di qualsiasi dispositivo pirotecnico nei locali pubblici. “La sicurezza non può essere un optional sacrificato sull’altare dello spettacolo e del marketing delle bottiglie nei privé,” ha dichiarato un portavoce della Polizia Nazionale di Madrid.









