di Olga Chieffi
Video, mostra, incontri, reading musicali tra Arco Catalano e
Pinacoteca Provinciale
Info: associazionemarcoamendolara@hotmail.comtel.: 3498606182 –
INGRESSO GRATUITO
Marco Amendolara, poeta per destino
Cinque le iniziative, promosse dall’Associazione dedicata
all’intellettuale salernitano, dal 2 al 12 ottobre, con in
cartellone, video, mostra, incontri, reading musicali che si svolgeranno
tra Arco Catalano e Pinacoteca Provinciale

La morte trovò diciassette anni or sono, Marco Amendolara, mirabilmente pronto alla
vita. Colmo di vita e d’opera e d’incompiuto, a noi, che siamo rimasti, è dato ritenere
che Marco Amendolara possa manifestarsi nella nostra vita a suo proprio
compimento. Dal canto nostro la nostra vita lo richiede. Come fare oggi per onorarne
il segno indelebile che ha lasciato in noi tutti? “fare” ancora insieme il piccolo libro
dell’anima, dove fare è un verbo che apre a tutto, a tutte le arti e alla “poesia” che
proprio da quel poiein deriva. Tutto cambia e tutto resta per noi tutti se la morte
rompe i sigilli e la parte di vita ch’era stata trattenuta fluisce e torna a noi. Pur,
tuttavia, l’amicizia se resiste oltre la morte, se si apre a quelle notti di veglia, potrà
accaderle di divenire ancora più alta, spirante e ispirante. La Pinacoteca provinciale
e l’Arco Catalano ospiteranno dal 2 al 12 ottobre “Marco Amendolara poeta per
destino”, un cartellone con cinque appuntamenti realizzato dall’Associazione Marco
Amendolara, col patrocinio morale della Provincia e del Comune di Salerno, in
sinergia con la Cactus film. Video, mostra, incontri, reading musicali, legati da un
filo particolare che è quello del destino, di essere “toccati” “scelti” da un daimon che
mai si estinguerà, fino alla morte. L’omaggio a Marco Amendolara verrà inaugurato
giovedì 2 ottobre alle ore 18 in Pinacoteca provinciale con i saluti istituzionali e la
prolusione di Rino Mele, a seguire, il verso del poeta incontrerà la pittura di Arturo
Amendolara. Dieci poesie tratte dalle varie pubblicazioni sposeranno il segno del
pittore. Un contatto del figurativo, di un’anima mundi, dove natura e corpo
trapassano l’uno nell’altro. Le “figure” sono, infatti, apparizioni che emergono nello
spazio delle attese e del buio delle cose e ne “rompono l’equilibrio”, fissando
l’evento e il racconto, l’energia è solo e tutta interna, lo spazio specifico è la
condizione formale di quella stabilità figurale, di quella distribuzione della materia
dei pieni e dei vuoti: il percorso (temporale-sintattico) dell’occhio sullo spazio
vergine – e nel ciclo – lo evidenzia e viene a sua volta evidenziato da esso.
Nell’espressione, la figurazione si carica dei valori mnestici, delle relazioni e delle
allusioni con cui l’immaginazione viaggia. La materia, intesa come contenuto
narrativo, anche dove si definisce “con crudezza”, è sempre “umana”, perché
sottoposta a curiosa interrogazione, indagata, oggettivamente raccontata in un
umanistico realismo. Una plasticità, quella degli Amendolara, padre e figlio, che
serva, semmai dall’idea e dalla funzione che la materia assume nella composizione:
vale a dire “materia” in quanto “vaneggiare di un corpo”. L’identità del tema del
“corpo” con quello della “materia” e della “sonorità” dei toni, della capacità dei segni
di scrivere senza “descrivere” è la malleabile identità stessa, del colore-luce con lo
spazio contenuto, generatore della narrazione: è il connaturamento del colore-luce al
corpo-materia, alla sua plasticità linguistica, che predispone lo spazio generante
l’evento. La serata sarà chiusa, alle ore 20, dalla proiezione del mediometraggio di
Licio Esposito e Paola Vacca “Marco Amendolara, poeta per destino” (Cactus
filmproduzioni, 2025, 45’). Sabato 4 ottobre alle ore 19, 30 all’Arco Catalano, si
terrà l’incontro “La passione prima del gelo”. I critici presentano la poesia di Marco
Amendolara, a cura di Vincenzo Salerno, con interventi di: Mario Fresa, Alberto
Granese, Andrea Manzi. Mercoledì 8 ottobre sempre alle 19 negli spazi dell’Arco
Catalano, si svolgerà il secondo incontro “Gioventù fu fata Morgana”. I poeti
interpretano la poesia di Marco Amendolara, a cura di Paolo Romano, con interventi
di Carlo Di Legge, Bruno Di Pietro, Antonietta Gnerre, Rita Pacilio, Giorgio Sica,
Francesco Terracciano, Antonio Trucillo, i quali metteranno a confronto i propri versi
con quelli del nostro poeta. Sabato 11 ottobre si continua con la musica, all’arco

Catalano, con il Reading sonoro: “Grazie a bestemmie o a radiazioni”, di e con
Giuseppe Boy, poeta e attore, protagonista del mediometraggio, sonorizzato da Luca
Buoninfante, musicista e fonico, autore delle musiche e del suono del video.
Domenica 12 ottobre stesso luogo e stesso orario, bis del reading, stavolta dal titolo
Reading sonoro: “Sono Marco, avrei potuto essere chiunque”, con Giuseppe Boy
e Luca Buoninfante.
Marco Amendolara è conosciuto soprattutto come poeta, ma limitarlo a
questa definizione sarebbe riduttivo: la sua scrittura ha attraversato con
sorprendente intensità la saggistica, la critica letteraria e d’arte, fino alla
traduzione della poesia latina, componendo un mosaico intellettuale di
rara coerenza e originalità. Laureato in Filosofia e in Lettere moderne,
Amendolara ha incarnato la figura di un intellettuale liminare, alieno sia
ad un certo conformismo accademico sia alle seduzioni effimere della
letteratura-spettacolo. Una presenza insolita e, proprio per questo,
preziosa: capace di abitare le zone di confine tra poesia e saggismo, tra
filologia e scrittura visionaria, tra esercizio critico e gesto etico. Inoltre,
Amendolara ha praticato anche la forma breve e quella pamphlettistica
con particolare intensità: raccolte di prose e aforismi come Tetralogie
(1986), Mani addosso (1998) e Vascelli, tatuaggi, selve e saette (2002)
testimoniano la predilezione per una scrittura frammentaria, nutrita di
epigrammi e di lampi visionari, vicina a quella linea irregolare della
modernità che va da Nietzsche a Benjamin, da Blanchot a Pasolini, da
Simone Weil a Giorgio Manganelli. Si tratta di una genealogia
eterodossa, in cui il pensiero non si piega alla linearità argomentativa,
ma abita l’inciampo, l’interruzione, la fenditura: esattamente ciò che
Amendolara riconosceva come condizione necessaria di un’autentica
scrittura critica. Un posto peculiare occupano le traduzioni creative dai
classici latini — Catulliane e altre versioni (2002), Carmi taroccati (2003),
L’alfiere amoroso (2004) — nelle quali Lucrezio, Catullo, Virgilio e
Apuleio sono sottratti al ruolo di reliquie filologiche per diventare
interlocutori vivi, capaci di dire eros, morte, visione e tempo con una
forza dirompente nel presente. Non esercizi di fedeltà, dunque, ma vere
e proprie riattivazioni semantiche, operazioni di riscrittura in cui la
lingua classica si rivela capace di generare pensiero contemporaneo.
Senza dimenticare le sue preziose curatele su Lewis Carroll, Contessa
Lara, Remigio Zena, Giovanni Camerana, Georges Simenon. Inoltre,
Amendolara ha coltivato una pratica giornalistica e pubblicistica di
rilievo, collaborando con testate e riviste quali Il giornale d’Italia,
Cronache del Mezzogiorno, Il Mattino, Caffè Michelangiolo, L’area di
Broca, Frontiera immaginifica (e molte di queste pubblicazioni le trovate
antologizzate nel presente volume). Anche in questo contesto, lungi dal
limitarsi al commento d’occasione, la sua scrittura mirava a proporre
uno sguardo obliquo, a mostrare il non detto e l’invisibile che abitano il
tessuto della contemporaneità. E tutto questo si dispiega con coerenza
e varietà, in parallelo alle sue prime pubblicazioni poetiche degli anni
Ottanta (Rimmel, 1986; Misteri di Seymour, 1989) fino ai libri maturi
come La passione prima del gelo (2007), L’amore alle porte (2007), La
bevanda di Mitridate (2008) e i postumi: Il corpo e l’orto (2014) e La
passione prima del gelo (2016) che raccoglie tutto il suo lavoro poetico
dal 1985 al 2008.
La Mostra ed il video “Marco Amendolara, poeta per destino” saranno visitabili dal 2
al 12 ottobre 2025, nei giorni e negli orari di apertura della Pinacoteca Provinciale,
ovvero dal martedì alla domenica, dalle ore 9:00 alle ore 19:45.
L’ufficio stampa dell’ Associazione “Marco Amendolara”
347/8814172









