di Patrizia D’ Angeli
ERCOLANO
Il sax che abbraccia il mondo: trionfo di Pepito Sax al Teatro Don Orione. “Sussurri d’amore” conquista il pubblico tra emozione, eleganza e standing ovation. Una sala gremita, applausi interminabili e un’atmosfera capace di trasformare un concerto in un’esperienza emotiva collettiva. Al Teatro Don Orione di Ercolano è andata in scena molto più di una semplice esibizione musicale: Pepito Sax, al secolo Giuseppe Spagnuolo, ha regalato al pubblico uno spettacolo intenso, raffinato e profondamente coinvolgente, confermandosi uno degli interpreti più originali e riconoscibili del panorama musicale contemporaneo. Il suo concerto-evento, intitolato “Sussurri d’amore”, ha registrato il tutto esaurito, attirando spettatori provenienti da diverse città campane e appassionati del suo stile inconfondibile, costruito negli anni attraverso una fusione musicale che supera generi, tradizioni e confini geografici. Tra giochi di luce, scenografie cromatiche e sonorità avvolgenti, il sassofono di Pepito ha guidato la platea in un viaggio sonoro elegante e passionale, alternando jazz, musica napoletana, richiami classici e contaminazioni pop internazionali.

Il “sassofonista senza frontiere” che parla attraverso la musica
Definirlo semplicemente musicista sarebbe riduttivo. Pepito Sax appartiene a quella categoria di artisti capaci di trasformare lo strumento in linguaggio umano. Ogni nota eseguita sul palco del Don Orione sembrava raccontare una storia: nostalgia, energia, malinconia, amore, memoria. Originario di Torre del Greco, Pepito Sax ha costruito negli anni una carriera fondata su una cifra stilistica personale e immediatamente riconoscibile. Diplomato presso il conservatorio di Benevento, il sassofonista napoletano ha sviluppato un sound caldo, melodico e teatrale, capace di rendere il sax protagonista assoluto della scena. Il pubblico lo definisce spesso “il sassofonista senza frontiere”, un appellativo nato non soltanto per il suo repertorio internazionale, ma soprattutto per la capacità di emozionare spettatori di culture e nazionalità differenti. Nel corso della sua carriera ha portato la propria musica in Argentina, Brasile, Spagna e in numerose città italiane, esibendosi anche sulle navi da crociera internazionali, luoghi dove il linguaggio universale della musica diventa ponte tra mondi diversi.

Una serata costruita come un racconto musicale
Il concerto di Ercolano non è stato una successione di brani, ma una vera narrazione sonora. Pepito Sax ha alternato momenti di forte impatto ritmico a passaggi intimisti e romantici, mantenendo il pubblico in uno stato di continua partecipazione emotiva. L’apertura è stata affidata a sonorità eleganti e cinematografiche, mentre la parte centrale dello spettacolo ha progressivamente acceso la platea con arrangiamenti più energici e coinvolgenti. Tra i brani che hanno ricevuto gli applausi più calorosi figurano “September”, “New York”, il medley dedicato a Pino Daniele, “My Way”, il medley dei Pooh, “Liber Tango”, “Hotel California”, “Profondo Rosso”, “Grande Amore”, “E se domani” e l’intensa “Me chiamme ammore”. Ogni pezzo è stato reinterpretato con una sensibilità personale che ha dato nuova vita alle melodie originali, mantenendo però intatta la loro forza evocativa. Particolarmente apprezzato anche il suo celebre “Sax Bar”, definito da molti spettatori un autentico “sax da posteggio contemporaneo”: un modo innovativo e passionale di reinterpretare la tradizione musicale napoletana attraverso il linguaggio moderno del sassofono.
Il palco come laboratorio di emozioni
Accanto a Pepito Sax si è esibita una formazione musicale di altissimo livello, capace di sostenere e valorizzare ogni sfumatura dello spettacolo. Al pianoforte e alla direzione musicale il maestro Ciro Perna, protagonista di una prova elegante e tecnicamente impeccabile. Con lui sul palco Arianna Perillo al basso, Davide De Rosa alla chitarra, Julia Primicilio Carafa alla batteria e Daniela Tedesco alle percussioni. A impreziosire ulteriormente l’esibizione, il trio delle coriste composto da Annalisa Normale, Maria Riccio e Serafina Toscano, capaci di aggiungere profondità vocale e armonia all’intera struttura musicale del concerto. Grande entusiasmo anche per le coreografie della scuola ASD Dance Forever diretta da Cinzia Marzano e per l’esibizione dei tangueri Maria Rosaria Cristiano e Gaetano Di Matteo, che hanno trasformato alcuni momenti dello spettacolo in vere scene teatrali danzate.

Le targhe, gli omaggi e il riconoscimento spirituale
La serata è stata anche occasione di riconoscimenti pubblici e attestati di stima per il percorso artistico e umano del musicista.
Una targa è stata consegnata dal sindaco di Tocco Caudio, Gennaro Caporaso, al maestro Ciro Perna per il contributo artistico offerto durante la manifestazione.
Un secondo riconoscimento, conferito da Luigi Sammarco, vicepresidente di AssisiPax International, è stato assegnato a Pepito Sax per una carriera lunga oltre quarant’anni, costellata di successi e apprezzamenti internazionali. La terza targa è andata alla presentatrice, cantante e attrice Anna Panella, presenza elegante e coinvolgente della serata. Momento particolarmente intenso quello legato al riconoscimento attribuito al sassofonista dal cardinale Lorenzo Baldisseri per le sue esibizioni dell’Ave Maria nella chiesa di Santa Chiara e nella Chiesa della Spogliazione ad Assisi, dove ha suonato accanto alla tomba di Carlo Acutis. Un episodio che racconta bene la dimensione spirituale e meditativa che spesso attraversa la sua musica.
“La passione nasce da mio padre”
Durante la serata Pepito Sax ha raccontato anche l’origine del suo amore per la musica. Una passione nata in famiglia, trasmessa dal padre clarinettista quando era ancora ragazzo. Da quel legame affettivo e artistico è nato un percorso che col tempo si è trasformato in professione, vocazione e identità. Ed è forse proprio questa autenticità il segreto della sua capacità comunicativa. Pepito non suona soltanto note: racconta emozioni vissute, esperienze, ricordi, radici mediterranee e desiderio di apertura verso il mondo.
L’arte di fondere Napoli e internazionalità
La cifra più originale del suo stile resta la capacità di tenere insieme tradizione e modernità senza mai forzare il dialogo tra i generi. Nella sua musica convivono la melodia napoletana, il jazz americano, la teatralità latina e la raffinatezza della musica classica. Una sintesi difficile da costruire, ma che nel suo caso appare naturale.
Anche i suoi brani originali riflettono questa visione artistica. Tra le composizioni più note figurano “Vento d’Amore” e “Amore e Vento”, melodie nate, come raccontato dallo stesso artista, da suggestioni raccolte durante esperienze internazionali e incontri musicali vissuti nei Caraibi.
Una platea rapita fino all’ultima nota
Al termine dello spettacolo il Teatro Don Orione si è alzato in piedi tributando all’artista una lunga standing ovation. Molti spettatori sono rimasti per diversi minuti davanti al palco, quasi riluttanti a interrompere quell’atmosfera sospesa costruita dal suono del sax. Il concerto di Pepito Sax ha lasciato la sensazione rara degli eventi destinati a restare nella memoria emotiva del pubblico. Non soltanto per la qualità tecnica dell’esecuzione, ma per la capacità di creare connessione umana attraverso la musica. In un tempo spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità dell’intrattenimento, la sua esibizione ha ricordato il valore dell’ascolto autentico, della melodia suonata con anima, della musica vissuta come linguaggio universale. E mentre le luci del teatro si spegnevano lentamente, nell’aria sembrava restare ancora l’eco di quel sassofono capace di parlare direttamente al cuore.









