martedì, Febbraio 10, 2026
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Migranti, seicento donne e bambini accolti al Pad di Ventimiglia: un presidio umanitario sempre aperto nel 2025

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Ventimiglia
si conferma ancora una volta crocevia delicato e solidale lungo la rotta migratoria del Mediterraneo. Nel corso del 2025 sono state seicento le persone accolte dal Punto di Accoglienza Diffuso (Pad) della città di confine, una struttura pensata per offrire riparo notturno, assistenza e tutela a donne, bambini e nuclei familiari migranti in transito sul territorio. Un dato significativo, che racconta una realtà complessa fatta di fragilità, ma anche di risposta concreta da parte della rete dell’accoglienza. Tra le seicento persone ospitate, ben 230 sono bambini, molti dei quali in tenera età. Numeri che evidenziano come il fenomeno migratorio non riguardi più soltanto singoli adulti, ma sempre più spesso famiglie intere, madri sole con figli, donne incinte e minori vulnerabili. Persone che fuggono da Paesi segnati da guerre, persecuzioni o gravi crisi umanitarie come Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e Iraq, territori dove instabilità politica, conflitti armati e povertà rendono impossibile una vita sicura e dignitosa. Il Pad di Ventimiglia è rimasto operativo tutte le notti, senza interruzioni, dalle 18 alle 9 del mattino successivo, rappresentando un punto di riferimento essenziale soprattutto nei mesi più freddi e nei periodi di maggiore pressione migratoria. Durante le ore notturne, il centro ha garantito un tetto, pasti caldi, servizi igienici, assistenza sanitaria di base e un ambiente protetto, fondamentale per donne e minori spesso provati da viaggi lunghi, pericolosi e traumatici.

L’accoglienza offerta non si limita al semplice riparo. All’interno del Pad vengono fornite anche informazioni sui diritti, orientamento legale e supporto umano, grazie al lavoro congiunto di operatori, volontari e associazioni che operano quotidianamente sul territorio. Un impegno silenzioso ma costante, che consente di prevenire situazioni di degrado, sfruttamento e pericolo, soprattutto per i soggetti più fragili.

Ventimiglia, da anni al centro del dibattito nazionale ed europeo sulla gestione dei flussi migratori, continua a vivere una realtà di confine complessa. La presenza del Pad dimostra come, accanto alle difficoltà e alle criticità, esista anche una risposta concreta fondata sulla solidarietà e sul rispetto della dignità umana. Un presidio che, pur con risorse limitate, riesce a garantire un’accoglienza dignitosa a chi si trova in transito, spesso senza certezze e con un futuro ancora tutto da definire. I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di un’emergenza che non può essere ignorata e che richiede soluzioni strutturali, coordinate e di lungo periodo. Nel frattempo, il Punto di Accoglienza Diffuso resta una luce accesa nella notte di Ventimiglia, un luogo dove, almeno per qualche ora, donne e bambini in fuga possono sentirsi al sicuro.

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