di Enrico Maria Marigo
Anche quest’anno a Montecarlo si terrà il magico festival delle abilità circensi.
Nato nel 1974 per volere del Principe Ranieri, questo festival unisce arte, tradizione, innovazione e tanta bellezza. Dal 16 al 25 gennaio potremmo godere degli spettacoli circensi che da secoli incantano il mondo. Il circo, infatti, ha origini millenarie risalenti addirittura al 2040 a.c. dove in Egitto venivano praticati balli ed esibizioni, corse coi cavalli e simulazioni di battaglie navali. Pensate che nel giardino di Ammon, al tempo della regina Heshepsowe venivano addestrati animali esotici come giraffe o scimmie per intrattenere la corte reale. A Creta naqquero i primi spazi dedicati alle arti spettacolari. In questi antenati degli anfiteatri romani si praticavano pugilato, lotta libera, corse con i carri e torri. Questa fu una tappa importante per la
nascita dei veri e propri palchi dedicati allo spettacolo. Nell’antica Roma esistevano ben 12 circhi tra cui il più famoso il Circo Massimo. Anche qui si tenevano corse di cavalli e bighe, spettacoli equestri, si esibivano acrobati, giocolieri, funamboli e non potevano mancare le ricostruzioni delle grandi battaglie intraprese dall’impero. Il circo a Roma era un vero e proprio evento sociale che serviva agli imperatori per intrattenere e fidelizzare il popolo. Dopo la caduta dell’Impero Romano le arti circensi sopravvissero grazie anche agli artisti girovaghi. Queste compagnie itineranti si spostavano in tutta europa esibendosi nelle piazze e nelle fiere. Il circo moderno, come lo conosciamo oggi, nasce però in Inghilterra alla fine del ‘700. Nel 1782, a
Londra il drammaturgo Charles Dibdin e il cavallerizzo Charles Hughes fondano il Royal Circus introducendo per la prima volta la pista rotonda ci circa 13 metri, l’unione dei vari numeri organizzati in sequenza per dare più struttura allo spettacolo e il famoso tendone che noi tutti conosciamo. Nel ‘900 il circo diventa tradizione. Le compagnie itineranti trasmettono la loro passione ai figli e nascono le dinastie circensi per eccellenza. Alla fine del secolo però il circo tradizionale fatto non solo da persone ma anche da molti animali esotici viene sostituito dal circo moderno privo di animali e arricchito con più talenti umani.
Questi talenti e queste arti rimangono tutt’ora una parte importante della cultura e della tradizione di molti popoli soprattutto del Medio Oriente, della Russia e dell’Asia in generale.
Ora da più di quarant’anni tutti questi artisti spettacolari hanno un palco tra i più rinomati al mondo per esibirsi e per provare a vincere il famigerato Clown D’oro. Tra gli artisti principali quest’anno possiamo trovare la Troupe Erdene dalla Mongolia, il Duo Gemini, la Troupe Kolfe di origine etiope, vari giocolieri come Stanislav Vysotskyi, clowns come Davis Vassallo che rappresenterà l’Italia, e molti, molti altri.

Insomma, saranno delle serate che ci faranno fare un passo verso la storia e la tradizione e un altro passo verso l’innovazione. A proposito di innovazione, come ogni anno ci sarà la categoria New Generation nata nel 2012 per volere della Principessa Stephanie. Questa categoria da spazio ai più giovani talenti del mondo ed è l’unico concorso circense dedicato solo ai giovani che competono per aggiudicarsi il Junior D’oro.

Montecarlo oramai è diventata una meta molto prestigiosa e ambita da tutti i praticanti di queste
antichissime arti e anche quest’anno lo spettacolo non mancherà.
Piccole curiosità sul festival. Come sopracitato il festival nasce nel ’74 ma non era stato previsto come evento turistico bensì come atto di protezione culturale verso le tradizioni circensi. Un’altra curiosità poco nota è che il famoso Clown D’oro spesso è più raro di un Oscar del cinema. Infatti, in molte edizioni non viene nemmeno assegnato questo a dimostrare quanto sia alto il livello richiesto infatti alcuni numeri e spettacoli vengono preparati solo per l’evento nel principato perché gli artisti sanno quanto sia severa la giuria e quanto la visibilità internazionale possa svoltare la loro carriera.
In attesa quindi del 16 gennaio godiamoci le repliche dell’evento dell’anno appena passato aspettando con ansia il prossimo.









