Nella notte tra il 10 e l’11 marzo 2025, la regione di Mosca è stata teatro di un massiccio attacco con droni, descritto come il più significativo dall’inizio del conflitto con l’Ucraina. Le difese aeree russe hanno abbattuto 337 velivoli senza pilota, ma alcuni sono riusciti a colpire obiettivi civili, causando almeno tre morti e 17 feriti.
Uno degli attacchi ha colpito un parcheggio aziendale a Domodédovo, a sud di Mosca, provocando un incendio che ha distrutto oltre venti veicoli. Tra le vittime, un uomo di 38 anni che lavorava come guardia di sicurezza e un altro di 50 anni, deceduto successivamente in ospedale.
In risposta all’attacco, le autorità russe hanno sospeso temporaneamente le operazioni negli aeroporti di Mosca, Nizhni Nóvgorod e Yaroslavl per motivi di sicurezza. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso preoccupazione riguardo all’impatto di questo raid sui futuri colloqui di pace con l’Ucraina, affermando che potrebbe compromettere i contatti emergenti.
Da parte sua, l’Ucraina ha dichiarato che l’attacco con droni dovrebbe incoraggiare il presidente russo Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco aereo proposto da Kyiv. Questo attacco precede di poche ore un incontro previsto tra delegazioni di Ucraina e Stati Uniti in Arabia Saudita, volto a discutere possibili soluzioni per porre fine al conflitto in corso.









