MUGNANO – La nuova Giunta non ha ancora avuto il tempo di entrare pienamente nel vivo dell’azione amministrativa e già il clima politico si surriscalda. Le tensioni esplodono. I malumori emergono con forza. Gli equilibri costruiti nelle ultime settimane mostrano già profonde crepe. Il Partito Democratico alza la testa. Chiede rispetto. Pretende un ruolo centrale. E lancia un messaggio che, negli ambienti politici cittadini, viene interpretato come un avvertimento preciso all’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Schiattarella. La riunione svoltasi nella sede del PD di via Chiesa, alla presenza del neo segretario metropolitano Francesco Dinacci, ha rappresentato molto più di un semplice confronto interno. È stata una verifica politica. Un faccia a faccia nel quale sono emerse tensioni che covavano da giorni dopo la composizione della nuova squadra di governo. Attorno al tavolo erano presenti il sindaco Luigi Schiattarella, gli ex sindaci Luigi Sarnataro e Daniele Palumbo, i consiglieri comunali del Partito Democratico e il segretario cittadino Giovanni Mauriello. Un incontro che avrebbe dovuto rasserenare gli animi. Invece avrebbe fatto emergere tutte le difficoltà di una maggioranza che appare ancora alla ricerca di un equilibrio stabile. Nei giorni scorsi il Partito Democratico aveva già espresso pubblicamente il proprio malcontento con una nota ufficiale dai toni duri, lamentando il mancato coinvolgimento nelle scelte amministrative e respingendo con decisione l’idea di essere considerato una forza politica marginale, una semplice “forza di serie B”. Parole pesanti. Parole che avevano già lasciato intuire un disagio profondo. Ma la riunione di ieri avrebbe confermato che il malessere non è affatto rientrato. Secondo quanto trapela da fonti politiche presenti all’incontro, nel corso della discussione sarebbero emerse posizioni differenti sul futuro del Partito Democratico all’interno della maggioranza. Alcuni avrebbero chiesto un cambio di passo immediato. Altri avrebbero invitato alla prudenza. Ma su un punto sembrerebbe esserci una sostanziale convergenza: senza un reale confronto politico sulle scelte amministrative e sulla composizione della Giunta, il sostegno all’amministrazione potrebbe essere rimesso in discussione. Un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe scenari politici estremamente delicati. Nel corso del confronto sarebbe stato affrontato anche un altro tema destinato ad alimentare il dibattito politico cittadino: quello della presidenza del Consiglio comunale. Secondo le indiscrezioni circolate dopo la riunione, sarebbero state avanzate valutazioni su possibili soluzioni alternative rispetto all’attuale assetto istituzionale. Al momento, però, non risultano decisioni ufficiali né documenti approvati dal Partito Democratico. Restano soltanto indiscrezioni. Ma in politica anche le indiscrezioni, quando diventano insistenti, finiscono spesso per raccontare un disagio reale. Intanto il sindaco Schiattarella mantiene il massimo riserbo. Non risultano dichiarazioni ufficiali successive all’incontro né prese di posizione pubbliche sulle ricostruzioni emerse nelle ultime ore. Una scelta di prudenza che lascia spazio alle interpretazioni e alimenta ulteriormente il confronto politico. La sensazione, però, è che nelle prossime ore possano arrivare sviluppi importanti. Perché la partita non riguarda soltanto gli incarichi o gli equilibri interni. Riguarda il futuro stesso della coalizione che governa Mugnano. La stabilità dell’amministrazione passa inevitabilmente attraverso la capacità di ricucire i rapporti con il principale partito della maggioranza. Se ciò non dovesse accadere, le tensioni potrebbero trasformarsi in una crisi politica ben più profonda. Per ora nessuno parla apertamente di rottura. Nessuno ufficializza strappi. Nessuno pronuncia parole definitive. Ma il messaggio uscito dalla riunione appare chiaro: il Partito Democratico pretende ascolto, coinvolgimento e rispetto del proprio peso politico. La nascita della nuova Giunta, anziché chiudere il confronto, sembra aver aperto una nuova fase di scontro. Una fase nella quale ogni scelta sarà osservata con attenzione. Ogni silenzio sarà interpretato. Ogni decisione potrà incidere sugli equilibri della maggioranza. Mugnano vive così giorni decisivi. Dietro le porte delle riunioni politiche si gioca una partita che potrebbe ridisegnare il futuro amministrativo della città. E mentre ufficialmente tutto resta fermo, sottotraccia il confronto continua. Con toni accesi. Con nervi tesi. Con una domanda che ormai circola ovunque nei palazzi della politica cittadina: la maggioranza riuscirà davvero a ritrovare compattezza o siamo soltanto all’inizio di una crisi destinata ad allargarsi?









