Partite alla vigilia di Ferragosto le prime lettere per evitare l’eventuale danno erariale dopo l’indagine della Corte dei conti: 15 giorni per replicare
Le prime lettere sono partite.
Vigilia di ferragosto, la data è del 13.
Il Comune chiede ai consiglieri municipali la restituzione dei gettoni maturati nell’anno 2016 per aver partecipato alle riunioni di commissione.
È la svolta che da mesi aleggiava come un incubo sulle Municipalità, effetto dell’inchiesta della Corte dei conti soprannominata ormai “gettonopoli”.
L’ipotesi del vice procuratore Ferruccio Capalbo che indaga da oltre un anno è che si sia consolidato negli anni un sistema per intascare le presenze alle commissioni: riunioni lampo, politici di quartiere collegati col telefonino anche dalla spiaggia o dal bar, discussioni “fumose”, il tutto per massimizzare i gettoni.
In queste ore a decine di consiglieri municipali stanno arrivano le cosiddette “costituzioni in mora”.
Il Comune intima il pagamento: ridateci indietro i soldi dei gettoni.
E a ciascun consigliere viene indicata la somma totale da restituire, specificando le singole commissioni contestate.
In realtà come indicato anche nelle lettere questa mossa serve a interrompere la prescrizione: per questo riguarda solo l’anno 2016, per evitare che le somme oggetto di indagine diventino irrecuperabili.
E quindi un eventuale danno erariale che farebbe scattare da parte della Procura contabile future richieste di risarcimento.
A chi? Intanto i consiglieri si sono visti recapitare le note che dettano un timing strettissimo: 15 giorni di tempo per rispondere al Comune, con memorie e controdeduzioni, in pieno ferragosto.
Altrimenti, si legge nelle lettere, trascorsi i 15 giorni che scadono il 28 agosto, “senza che sia intervenuto il pagamento o siano state fornite giustificazioni ritenute idonee a superare i rilievi formulati, l’amministrazione si riserva di attivare, senza ulteriore avviso, le procedure per il recupero del credito, con aggravio di spese a carico” dei consiglieri.
Il 14 luglio la vicenda dei gettoni da recuperare aveva terremotato i vertici dell’amministrazione comunale: il sindaco aveva revocato tutti i dieci direttori delle Municipalità, sostituti nel giro di 48 ore.
Defenestrati quelli che erano in procinto di attivare il recupero dei gettoni. È stata poi istituita dal direttore generale Pasquale Granata una unità operativa, un ufficio ad hoc per gestire gettonopoli.
A inizio agosto la nuova task force ha già prodotto un risultato.
“Le attività istruttorie – si legge in una nota inviata da Granata ai direttori di Municipalità – per la verifica della documentazione inerente ai gettoni erogati nel 2016 non risultano ancora integralmente completate. È emerso che, essendo in alcuni casi completata la fase istruttoria, non sono stati ancora adottati i conseguenti atti necessari alla interruzione della prescrizione, né notificati. Tenuto conto dell’incidenza dei relativi termini di prescrizione che non consente ulteriori ritardi, relativi alla annualità 2016, si invita a concludere con ogni urgenza l’iter istruttorio”.
Una richiesta del dg che ha fatto partire le prime lettere alla vigilia di Ferragosto. Ma come si è arrivati a contestare le singole somme targate 2016 ai consiglieri? Ecco un esempio: a un consigliere si chiede la restituzione di 883,12 euro. Si è andati a verificare la presenza in 26 commissioni nel 2016. E si legge che dagli “approfondimenti è emerso che per 19 sedute non sussistono i requisiti previsti per lo svolgimento delle commissioni”.
In pratica stando alle indagini quelle riunioni si sarebbero svolte senza rispettare i motivi indicati nel regolamento del Comune, approvato nel 2005, in base al quale “alle commissioni consiliari permanenti, nelle materie attribuite, compete di esprimere pareri e/o presentare emendamenti, dopo compiuta istruttoria, su ciascuna proposta di deliberazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio. Le commissioni esprimono pareri e redigono relazioni anche su altre questioni a richiesta degli organi di governo della Municipalità e della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari”.
Ora le verifiche amministrative si stanno allargando anche alle annualità successive al 2016.
Il timore dei consiglieri è che la restituzione dei gettoni possa essere causa di incandidabilità alle prossime Comunali. Anche se va detto che la costituzione in mora non è un atto definitivo, e il pericolo potrebbe essere infondato.
Resta il fatto che gettonopoli scoperchia il legame tra consiglieri municipali e consiglieri comunali.
Con i primi che finiscono nelle liste delle Municipalità per portare voti ai candidati al Consiglio comunale.









