Sono tornati in libertà, per decorrenza dei termini, Giovanni Silvestro e suo figlio Antonio, noti alle cronache giudiziarie per la loro presunta vicinanza al clan Cuccaro-Andolfi operante nel quartiere di Barra, a Napoli Est. I due erano stati arrestati nei mesi scorsi con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che aveva fatto luce su una rete di racket imposta a imprenditori e commercianti della zona. Tuttavia, a causa del mancato svolgimento dell’interrogatorio di garanzia entro i termini previsti dalla legge, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la loro scarcerazione. Una decisione che, pur fondata su una regola di garanzia del codice penale, sta sollevando polemiche nel mondo politico e istituzionale per le implicazioni sul piano della lotta alla criminalità organizzata. Secondo gli inquirenti, i Silvestro avrebbero avuto un ruolo centrale nella gestione delle estorsioni locali, con compiti di coordinamento e mediazione tra affiliati e vittime. La scarcerazione non equivale a una sentenza di assoluzione, ma rappresenta comunque un duro colpo per l’indagine in corso, che puntava a decapitare la filiera estorsiva in quell’area di Napoli. Ora il procedimento prosegue a piede libero, ma la vicenda mette ancora una volta in evidenza le difficoltà del sistema giudiziario italiano nel conciliare tempi certi del processo con l’efficacia delle misure cautelari. Intanto nel quartiere di Barra, dove la criminalità continua a esercitare un forte controllo sociale e territoriale, la notizia della scarcerazione ha suscitato preoccupazione tra i cittadini e le associazioni locali che ogni giorno si battono per affermare legalità e diritti.









