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Napoli, maxi operazione anti-contraffazione: smantellata centrale di falsi legati al merchandising di Geolier nella zona di Pianura, due arresti

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Una vasta indagine condotta dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore in collaborazione con la Polizia Locale ha portato ieri mattina all’arresto di due persone impegnate in un’attività permanente di produzione e vendita di merchandise contraffatto legato al rapper napoletano Geolier. L’operazione si è concentrata nel quartiere Pianura, dove un deposito nascondeva centinaia di capi taroccati: magliette, felpe e gadget recanti loghi e design riconducibili all’immagine del cantante.

Gli investigatori hanno monitorato per settimane i movimenti sospetti in una struttura semi-industriale, appositamente organizzata per falsificare articoli griffati e confezionare il falso merchandising. All’arrivo degli agenti, l’attività è stata interrotta, e sono stati sequestrati centinaia di pezzi pronti per essere immessi sul mercato locale grazie a una rete di venditori ambulanti attivi nei pressi di locali notturni, concerti e piazze strategiche di Napoli.

I due arrestati, entrambi residenti in provincia di Napoli, sono finiti nei guai per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti contraffatti, ricettazione e associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio. L’inchiesta evidenzia non solo i profitti illeciti legati al fenomeno del falso, ma anche la complicità di intermediazione in aree densamente popolate dove la domanda di gadget legati a artisti locali è in crescita.

Quello della contraffazione, ormai diventato un vero e proprio business criminale, non danneggia solo l’immagine dei marchi e degli artisti ufficiali, ma espone i consumatori a prodotti spesso privi dei controlli di sicurezza standard. In passato operazioni analoghe avevano portato al sequestro di decine di migliaia di articoli contraffatti, tra cui gadget del Napoli calcio, con valori milionari stimati sul mercato parallelo .

Le autorità confermano che l’indagine prosegue per individuare ulteriori figure coinvolte nella filiera del falso e nella distribuzione abusiva nei punti vendita mobili e nei mercatini improvvisati. Nel frattempo, i capi sequestrati saranno oggetto di analisi e distruzione secondo le procedure di legge.

L’operazione lancia un messaggio chiaro: non è tollerata alcuna forma di illegalità che sfrutti la cultura urbana e la passione per la musica come copertura per affari illeciti. I mercati criminali del falso devono essere monitorati con lo stesso rigore applicato ai controlli antidroga e anticamorra, perché la contraffazione non è un crimine “minore”: è un sistema che alimenta l’economia illegale e penalizza cittadini, consumatori e creativi locali.

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