giovedì, Maggio 21, 2026
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NAPOLI, SCOMMESSE A DUE PASSI DALL’ALTARE: LICENZA STRAPPATA, SALA CHIUSA

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Centoventitré metri, non uno di più, non uno di meno, una manciata di passi che diventano un confine invalicabile, e a quel numero segna la fine di una sala scommesse in via Consalvo, serrande abbassate, insegna spenta, licenza annullata, perché la distanza minima da un luogo di culto non è stata rispettata, troppo vicina alla chiesa, troppo dentro il perimetro che la normativa regionale e comunale impone per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo in prossimità di siti sensibili, scuole, parrocchie, centri giovanili, la decisione conferma l’annullamento della licenza rilasciata nel 2023, un titolo autorizzativo che ora viene cancellato, travolto da un accertamento tecnico che ha misurato metro alla mano la distanza effettiva, 123 metri, al di sotto della soglia prevista, e la conseguenza è automatica, niente deroghe, niente interpretazioni elastiche, l’esercizio deve chiudere, i controlli amministrativi hanno fatto emergere la violazione, relazioni, planimetrie, sopralluoghi, tutto agli atti, fino al provvedimento definitivo che mette nero su bianco la decadenza dell’autorizzazione, nel quartiere la notizia rimbalza tra chi vede nella chiusura un segnale di legalità e chi invece parla di investimento andato in fumo, personale da ricollocare, costi sostenuti, ma la cornice normativa è chiara, la distanza minima è un presidio pensato per limitare l’offerta di gioco in aree considerate delicate, e quando il margine si riduce a poche decine di metri la linea diventa invalicabile, la sala scommesse di via Consalvo era operativa, terminali accesi, flusso di clienti, poi il procedimento amministrativo, le verifiche, il confronto tra autorizzazioni e mappa urbana, fino alla conferma dell’annullamento, un atto che ribadisce l’orientamento restrittivo delle istituzioni locali sul tema del gioco, soprattutto in contesti urbani densi, dove chiese e luoghi di aggregazione sono parte integrante del tessuto sociale, la parola passa ora ai possibili ricorsi, agli strumenti di tutela che il gestore potrà eventualmente attivare, ma intanto la chiusura è realtà, sigilli e comunicazioni ufficiali, un caso che riaccende il dibattito su distanze, limiti, equilibrio tra libertà d’impresa e tutela delle fasce vulnerabili, Napoli diventa ancora una volta teatro di un braccio di ferro tra attività economiche e regolamentazione stringente, e quei 123 metri, misurati con precisione, si trasformano nel dettaglio decisivo, la cifra che fa la differenza tra apertura e stop, tra licenza valida e annullamento, tra luci accese e serrande abbassate, in una città dove ogni spazio è conteso e ogni norma applicata può cambiare il destino di un’attività commerciale nel giro di una determina.

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