Un blitz delle forze dell’ordine ha messo fine alle attività della cosiddetta banda Fiengo-Potenza, accusata di gestire un redditizio giro di furti e riciclaggio di orologi di lusso. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato a numerosi arresti e al sequestro di beni per centinaia di migliaia di euro. Secondo gli investigatori, il gruppo criminale si muoveva con grande organizzazione: gli orologi venivano rubati con colpi mirati, spesso ai danni di professionisti e turisti benestanti, per poi essere riciclati attraverso una rete di ricettatori compiacenti. Alcuni esemplari, dal valore di decine di migliaia di euro ciascuno, venivano smontati per ricavarne pezzi di ricambio, altri invece rivenduti all’estero, soprattutto in mercati paralleli in Svizzera e Spagna. La banda avrebbe messo in piedi un sistema collaudato: i ladri agivano in città e in provincia, con predilezione per i quartieri più ricchi e le zone turistiche; successivamente, la refurtiva passava nelle mani di intermediari incaricati di ripulirla attraverso gioiellerie compiacenti e falsi certificati di autenticità. Gli inquirenti parlano di un vero e proprio “mercato nero dell’orologeria di lusso”, in cui modelli come Rolex, Audemars Piguet, Patek Philippe e Hublot finivano nelle mani di clienti facoltosi disposti a pagare meno pur di ottenere esemplari rari. Il giro d’affari, secondo le prime stime, avrebbe superato il milione di euro all’anno. Decisive per l’inchiesta sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno permesso di documentare i rapporti tra i capi, Pasquale Fiengo e Gennaro Potenza, e i loro uomini. Proprio da queste conversazioni sono emersi i metodi violenti utilizzati per punire chi non rispettava gli accordi o provava a sottrarsi al pagamento delle quote dovute. Il procuratore ha parlato di “un’organizzazione radicata e pericolosa, capace di connettersi con altri circuiti criminali nazionali e internazionali”, ma ha anche sottolineato come l’operazione rappresenti “un duro colpo per il traffico illecito di beni di lusso”. Le indagini, però, non si fermano qui: si cerca di risalire ai canali esteri attraverso cui venivano smerciati gli orologi e di ricostruire la rete di complicità che ha permesso alla banda di operare indisturbata per anni. Intanto, per Fiengo, Potenza e i loro uomini si aprono scenari giudiziari pesantissimi: le accuse vanno dal furto aggravato all’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. La città di Napoli, spesso finita sotto i riflettori per l’ondata di rapine violente ai danni di turisti e cittadini, guarda a questa operazione come a un segnale di ripristino della legalità.









