venerdì, Dicembre 12, 2025
HomeAttualitàNato, svolta strategica: l’ammiraglio Cavo Dragone al Financial Times: «Serve una risposta...

Nato, svolta strategica: l’ammiraglio Cavo Dragone al Financial Times: «Serve una risposta più coraggiosa alle minacce ibride di Mosca»

MORVRAN.COM
ArtesTV
Nel cuore della più complessa stagione geopolitica degli ultimi decenni, la Nato si trova davanti a una scelta cruciale: continuare a difendersi o iniziare a deterrere. Le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, massimo vertice militare dell’Alleanza Atlantica, affidate al Financial Times, segnano un cambio di passo netto, quasi una dichiarazione d’intenti. Secondo il comandante, l’Europa e gli Stati Uniti devono prepararsi a una postura «più aggressiva» nel contrasto alle minacce ibride provenienti da Mosca: dai cyber attacchi alle operazioni di sabotaggio, fino alle ripetute violazioni dello spazio aereo nei cieli del Baltico. Una strategia che, nelle intenzioni dell’Alleanza, mira a impedire che il fronte ibrido diventi una zona grigia dove la Russia continua a muoversi indisturbata.
 
Da mesi i vertici Nato registrano un’escalation silenziosa:
•incursioni digitali contro infrastrutture critiche,
•attività di intelligence offensiva,
•sabotaggi attribuiti a proxy legati al Cremlino,
•pressioni costanti sullo spazio aereo dei Paesi baltici.
«Nel dominio cyber siamo stati troppo reattivi» avrebbe ammesso Cavo Dragone, sottolineando la necessità di un approccio più assertivo, capace non solo di difendere ma di prevenire.
Il nodo giuridico: fino a dove può spingersi la Nato?
L’intervista al Financial Times riporta un altro elemento fondamentale:
la consapevolezza, all’interno dell’Alleanza, che la deterrenza ibrida richiede anche una cornice legale più solida. Molti Stati membri, infatti, si interrogano su quali strumenti di risposta possano essere attivati senza violare il diritto internazionale. Una questione che divide giuristi e governi, mentre aumenta il pressing dei Paesi del fronte orientale, che chiedono una protezione più tangibile.
Estonia, Lettonia e Lituania da mesi invocano un cambio di passo.
La minaccia russa, per loro, non è un concetto teorico:
 
è quotidiana, fisica, talvolta invisibile ma costante.
 
Gli Stati baltici reclamano:
•pattugliamenti aerei più incisivi;
•una postura cyber più anticipatoria;
•una risposta immediata agli atti di sabotaggio.
 
L’obiettivo?
Alzare il costo della provocazione russa e dimostrare che
il “campo ibrido” non è una terra di nessuno.
 
Cavo Dragone: «Stiamo studiando tutto»
La frase più potente dell’intervista arriva proprio qui:
«Stiamo studiando tutto», ha dichiarato l’ammiraglio.
Non è soltanto un’affermazione tecnica:
è il segnale che la Nato sta ridefinendo i confini della sicurezza collettiva.
Studiare tutto significa:
•valutare nuove dottrine d’impiego,
•rafforzare la cyber resilienza,
•colpire i canali ibridi prima che diventino attacchi veri e propri,
•proteggere infrastrutture critiche e comunicazioni.
Significa, in sostanza, preparare un’Alleanza capace di rispondere a minacce che non assomigliano più a quelle del passato. L’intervista dell’ammiraglio Cavo Dragone arriva in un momento in cui la Nato non può più permettersi esitazioni. La guerra ibrida non ha trincee, non ha fronti definiti, non ha confini visibili. E per questo come sottolinea il comandante richiede una risposta altrettanto fluida, coraggiosa e moderna. La domanda che resta sul tavolo è chiara:
l’Europa è pronta a sostenere una deterrenza più aggressiva, pur restando dentro i binari del diritto internazionale? La risposta, nei prossimi mesi, potrebbe ridefinire il futuro della sicurezza europea e dell’intero ordine occidentale.
 
L’OPINIONE di Simona Carannante
 
Una Nato più coraggiosa non è una scelta di forza, ma di responsabilità democratica
 
La dichiarazione dell’ammiraglio Cavo Dragone non rappresenta soltanto un cambio di tono militare, ma una svolta culturale nella percezione delle minacce che oggi attraversano l’Europa.
Perché la guerra che stiamo vivendo non è fatta solo di confini violati o trincee: è una guerra che colpisce le nostre infrastrutture, la nostra informazione, le nostre economie, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È una guerra invisibile che avanza mentre noi, spesso, continuiamo a leggere le sue conseguenze “a bassa intensità” come episodi isolati. L’Occidente non può più limitarsi a rispondere agli attacchi quando ormai hanno prodotto danni: deve prevenirli, interpretarli, neutralizzarli. E farlo non significa militarizzare l’Europa o rinunciare ai nostri valori; significa, al contrario, difenderli con gli strumenti adeguati al mondo in cui viviamo.
 
Serve una Nato capace di proteggere:
•la sicurezza digitale delle nostre infrastrutture,
•la tenuta economica dei nostri Paesi,
•la fiducia dei cittadini nella trasparenza democratica,
•la libertà di informazione da manipolazioni esterne,
•le frontiere dell’Unione da pressioni e sabotaggi.
Una Nato moderna non può essere solo un ombrello militare:
deve diventare un garante strategico della stabilità democratica.
Per questo la posizione di Cavo Dragone non va letta come un’escalation, ma come il tentativo di allineare il pensiero strategico alla realtà. Le minacce ibride non rispettano più i tempi, gli spazi e le regole della diplomazia tradizionale. E la risposta dell’Occidente non può essere ancorata al passato.
Difendere la democrazia significa tutelare la nostra quotidianità: l’energia che utilizziamo, i dati che produciamo, le infrastrutture che ci permettono di vivere, le istituzioni che garantiscono i nostri diritti.
 
Non è arroganza.
Non è aggressività.
È responsabilità verso un futuro in cui la libertà non può essere data per scontata.
Se oggi la Nato sta ripensando la propria postura, è perché il mondo intorno a noi è già cambiato.
La scelta è semplice:
o lo riconosciamo adesso,
o saremo costretti a farlo quando sarà troppo tardi.
«©️ 2025 – Riproduzione riservata. Vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo, compresi supporti digitali, senza autorizzazione scritta dell’editore. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge.»
Photography by personal reproductions- Tutti i diritti riservati- E’ vietata ogni riproduzione, totale o parziale, ai sensi della legge 633/1941
Le immagini presenti sono rielaborazioni artistiche create con supporto di intelligenza artificiale, ispirate alla Nato, svolta strategica: l’ammiraglio Cavo Dragone al Financial Times: «Serve una risposta più coraggiosa alle minacce ibride di Mosca»
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE