
Nel Golfo Persico il gioco della Passatella sta prendendo il posto di quello dei Quattro Cantoni.
Uno sguardo da Ponte
Quanto sta accadendo in Medioriente, oramai è sfociato in una forma di decisioni prese a braccia, di cui è necessario esplicitare il senso. Già nell’antichità alcune rappresentazioni sceniche erano imperniate su alleanze e ostilità, confermate o disattese, destinate molte volte a sfociare nel tragicomico. Su questa falsariga stanno marciando anche i tentativi di giungere alla pace nel Golfo Persico, portati avanti per l’ appunto in Medioriente. L’ultima sceneggiata della serie è quella dell’accordo raggiunto tra il governo di Teheran e l’organismo corrispondente dell’Oman: l’intesa raggiunta per la ripresa della normale forma di utilizzo, cioè senza pagare alcunchè per poter attraversare lo stretto di Hormutz, avrebbe validità completa per ora solo per quegli stessi stati, mentre è tutto da mettere a punto per il resto dei paesi, USA in testa. In tal modo va esaurendosi l’effetto simile a quello prodotto dal Gioco dei Quattro Cantoni, mentre sta prendendo forza quello del Padrone e sotto o Passatella che definir lo si voglia. Succede cosi che, a un ricorrere estemporaneo allo scambio delle parti tra i governi degli stati coinvolti, direttamente e non, nel mostro che è diventata la risposta ai fatti di Gaza del settembre di qualche anno fa’. A una prima fase di scarica barile su chi dovesse partecipare ai colloqui di pace, da tenersi di volta in volta in varie località, in prevalenza orientali, comunque sparse su territori ampi e lontani tra di loro.Il testimone da portare al”cantone” successivo, fin’ora non è venuto fuori. Anzi, l’ impresa è diventata ancora più ardua. Ciò in quanto, attualmente in pausa per fermo tecnico, gli Interlocutori d’Arabia stanno… giocando il cosiddetto Padrone e Sotto o Passatella che definir si voglia quella sfida che si svolge spesso al tavolino di un bar.
Carlo Levi, nel suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli, definisce quel gioco un ottimo esercizio di retorica. Quel dire e non dire del commento a alcune “giocate” somiglia da vicino a un’ espressione abbastanza sovrapponibile allo slogan: “ho detto A intendendo dire B”, usata spesso nel corso di un discorso lineare al fine di togliere allo stesso ogni senso. Riassumendo quanto esposto, si può azzardare l’ipotesi che quella sfilza di azioni dilatorie portate avanti da Teheran, altro non fa che aumentare la portata negativa delle operazioni in corso. Il commento, anche se implicito, di Trump si alterna tra pesanti minacce militari e concrete attuazioni mirate, con molte vittime anche civili. Tutto ciò mentre Trump continua nel suo agire da imbonitore, continuando a annunciare urbi et orbi che la pace è ormai a un passo. Non resta che rassegnarsi a uno sviluppo del tipo, anche se non canoro: ‘domani è un altro giorno, si vedrà”.
P.S: resta ancora qualcosa che l’Umanità deve ancora vedere ?
Se si, allora sarà bene tenersi pronti a scendere in campo, di battaglia si intende
Quanto sta accadendo in Medioriente, oramai è sfociato in una forma di decisioni prese a braccia, di cui è necessario esplicitare il senso. Già nell’antichità alcune rappresentazioni sceniche erano imperniate su alleanze e ostilità, confermate o disattese, destinate molte volte a sfociare nel tragicomico. Su questa falsariga stanno marciando anche i tentativi di giungere alla pace nel Golfo Persico, portati avanti per l’ appunto in Medioriente. L’ultima sceneggiata della serie è quella dell’accordo raggiunto tra il governo di Teheran e l’organismo corrispondente dell’Oman: l’intesa raggiunta per la ripresa della normale forma di utilizzo, cioè senza pagare alcunchè per poter attraversare lo stretto di Hormutz, avrebbe validità completa per ora solo per quegli stessi stati, mentre è tutto da mettere a punto per il resto dei paesi, USA in testa. In tal modo va esaurendosi l’effetto simile a quello prodotto dal Gioco dei Quattro Cantoni, mentre sta prendendo forza quello del Padrone e sotto o Passatella che definir lo si voglia. Succede cosi che, a un ricorrere estemporaneo allo scambio delle parti tra i governi degli stati coinvolti, direttamente e non, nel mostro che è diventata la risposta ai fatti di Gaza del settembre di qualche anno fa’. A una prima fase di scarica barile su chi dovesse partecipare ai colloqui di pace, da tenersi di volta in volta in varie località, in prevalenza orientali, comunque sparse su territori ampi e lontani tra di loro.Il testimone da portare al”cantone” successivo, fin’ora non è venuto fuori. Anzi, l’ impresa è diventata ancora più ardua. Ciò in quanto, attualmente in pausa per fermo tecnico, gli Interlocutori d’Arabia stanno… giocando il cosiddetto Padrone e Sotto o Passatella che definir si voglia quella sfida che si svolge spesso al tavolino di un bar.
Carlo Levi, nel suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli, definisce quel gioco un ottimo esercizio di retorica. Quel dire e non dire del commento a alcune “giocate” somiglia da vicino a un’ espressione abbastanza sovrapponibile allo slogan: “ho detto A intendendo dire B”, usata spesso nel corso di un discorso lineare al fine di togliere allo stesso ogni senso. Riassumendo quanto esposto, si può azzardare l’ipotesi che quella sfilza di azioni dilatorie portate avanti da Teheran, altro non fa che aumentare la portata negativa delle operazioni in corso. Il commento, anche se implicito, di Trump si alterna tra pesanti minacce militari e concrete attuazioni mirate, con molte vittime anche civili. Tutto ciò mentre Trump continua nel suo agire da imbonitore, continuando a annunciare urbi et orbi che la pace è ormai a un passo. Non resta che rassegnarsi a uno sviluppo del tipo, anche se non canoro: ‘domani è un altro giorno, si vedrà”.8
P.S: resta ancora qualcosa che l’Umanità deve ancora vedere ?
Se si, allora sarà bene tenersi pronti a scendere in campo, di battaglia si intendeNel Golfo Persico il gioco della Passatella sta prendendo il posto di quello dei Quattro Cantoni.
Uno sguardo da Ponte
Quanto sta accadendo in Medioriente, oramai è sfociato in una forma di decisioni prese a braccia, di cui è necessario esplicitare il senso. Già nell’antichità alcune rappresentazioni sceniche erano imperniate su alleanze e ostilità, confermate o disattese, destinate molte volte a sfociare nel tragicomico. Su questa falsariga stanno marciando anche i tentativi di giungere alla pace nel Golfo Persico, portati avanti per l’ appunto in Medioriente. L’ultima sceneggiata della serie è quella dell’accordo raggiunto tra il governo di Teheran e l’organismo corrispondente dell’Oman: l’intesa raggiunta per la ripresa della normale forma di utilizzo, cioè senza pagare alcunchè per poter attraversare lo stretto di Hormutz, avrebbe validità completa per ora solo per quegli stessi stati, mentre è tutto da mettere a punto per il resto dei paesi, USA in testa. In tal modo va esaurendosi l’effetto simile a quello prodotto dal Gioco dei Quattro Cantoni, mentre sta prendendo forza quello del Padrone e sotto o Passatella che definir lo si voglia. Succede cosi che, a un ricorrere estemporaneo allo scambio delle parti tra i governi degli stati coinvolti, direttamente e non, nel mostro che è diventata la risposta ai fatti di Gaza del settembre di qualche anno fa’. A una prima fase di scarica barile su chi dovesse partecipare ai colloqui di pace, da tenersi di volta in volta in varie località, in prevalenza orientali, comunque sparse su territori ampi e lontani tra di loro.Il testimone da portare al”cantone” successivo, fin’ora non è venuto fuori. Anzi, l’ impresa è diventata ancora più ardua. Ciò in quanto, attualmente in pausa per fermo tecnico, gli Interlocutori d’Arabia stanno… giocando il cosiddetto Padrone e Sotto o Passatella che definir si voglia quella sfida che si svolge spesso al tavolino di un bar.
Carlo Levi, nel suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli, definisce quel gioco un ottimo esercizio di retorica. Quel dire e non dire del commento a alcune “giocate” somiglia da vicino a un’ espressione abbastanza sovrapponibile allo slogan: “ho detto A intendendo dire B”, usata spesso nel corso di un discorso lineare al fine di togliere allo stesso ogni senso. Riassumendo quanto esposto, si può azzardare l’ipotesi che quella sfilza di azioni dilatorie portate avanti da Teheran, altro non fa che aumentare la portata negativa delle operazioni in corso. Il commento, anche se implicito, di Trump si alterna tra pesanti minacce militari e concrete attuazioni mirate, con molte vittime anche civili. Tutto ciò mentre Trump continua nel suo agire da imbonitore, continuando a annunciare urbi et orbi che la pace è ormai a un passo. Non resta che rassegnarsi a uno sviluppo del tipo, anche se non canoro: ‘domani è un altro giorno, si vedrà”.
P.S: resta ancora qualcosa che l’Umanità deve ancora vedere ?
Se si, allora sarà bene tenersi pronti a scendere in campo, di battaglia si intende









