giovedì, Settembre 10, 2026
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NEL PARMENSE Tenta di salvare giovane scout caduto in una scarpata, morto 59enne accompagnatore

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È successo a Bosco di Corniglio, il giovane è in ospedale a Parma in codice di media gravità

BOSCO DI CORNIGLIO (PARMA) — Un gesto d’altruismo puro e di incondizionata abnegazione si è tramutato in un’amara tragedia tra i boschi dell’Appennino parmense, tingendo di cupo dolore quello che doveva essere un periglioso ma sereno cammino di formazione. Un uomo di 59 anni, fidato ed esperto accompagnatore di un gruppo scout, ha perso la vita nel disperato ed eroico tentativo di trattenere e trarre in salvo un giovane escursionista scivolato improvvisamente in una ripida e perigliosa scarpata. Il dramma si è consumato nel territorio di Bosco di Corniglio, spezzando una vita dedita alla cura degli altri nel volgere di un istante fatale. La comitiva di giovanissimi stava percorrendo uno dei panoramici ed angusti sentieri della zona quando, per motivi ancora in corso di preciso accertamento, il ragazzo ha perso l’aderenza con il terreno cedevole, ruzzolando precipitosamente lungo il pendio dirupato. Con reattività istintiva e spinto da un viscerale spirito di protezione, il cinquantanovenne si è slanciato oltre il ciglio del rilievo nell’estremo ed ardito tentativo di afferrare il giovane e bloccarne la rovinosa discesa. Nel disperato corpo a corpo contro la gravità e l’insidia del fondo scosceso, l’uomo è stato a sua volta travolto dalla pendenza, precipitando a valle e riportando traumi d’inaudita e devastante gravità che non gli hanno lasciato scampo. L’allarme, lanciato con immediata e convulsa trepidazione dagli altri membri della comitiva rimasti sul sentiero, ha messo in moto una complessa e complessa macchina di soccorso. Sul luogo dell’infortunio si sono alacremente precipitate le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, unitamente ai nuclei dei Vigili del Fuoco e all’elisoccorso decollato tempestivamente dall’Ospedale Maggiore di Parma. I tecnici e i sanitari si sono dovuti calare nel precipizio con manovre di elevata perizia tecnica per raggiungere i due corpi situati nell’impervio e fittamente vegetato anfratto della montagna. Purtroppo, per l’accompagnatore cinquantanovenne ogni tentativo di rianimazione e cardio-respiratorio si è rivelato infruttuoso: il medico di bordo non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo, sopraggiunto per le lesioni fatali riportate nell’impatto con gli affioramenti rocciosi e i fusti della boscaglia. Più rassicuranti, per quanto delicate, si presentano invece le condizioni dello scout tratto in salvo: il ragazzo è stato stabilizzato sul posto, recuperato tramite verricello e trasportato d’urgenza presso il nosocomio parmense, dove si trova ora ricoverato in codice di media gravità per molteplici contusioni e fratture, ma fortunatamente non in imminente pericolo di vita. Mentre le forze dell’ordine eseguono i doppi rilievi per ricostruire la rigorosa dinamica dell’accaduto e la stabilità del tracciato appenninico, la notizia dell’estremo sacrificio dell’accompagnatore ha gettato nell’angoscia più cupa l’intera comunità e il movimento scoutistico locale. Il ricordo di quel braccio teso verso il vuoto nel disperato e generoso tentativo di preservare un’altra vita rimarrà scolpito come un tragico, nobile e indimenticabile monumento all’altruismo umano.

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